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21/10/2026

Campi Flegrei, rischio eruzione: fin dove arriverebbero i flussi piroclastici? La risposta dell’Ingv

By Chiara Sorice

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Nel caso di eruzione di piccola o media intensità dei Campi Flegrei, fin dove potrebbero arrivare i flussi piroclastici? E sarebbe possibile prevederne oggi la direzione e la distanza di propagazione, in chilometri? É la nuova domanda a cui l’Ingv dà una risposta nell’ambito degli approfondimenti sul bradisismo.

La Zona Rossa

L’Ingv spiega che in caso di futura eruzione dei Campi Flegrei, i flussi piroclastici ossia correnti piroclastiche (simili a valanghe) costituite da gas e particelle vulcaniche ad alta temperatura, capaci di muoversi rapidamente sulla superficie del terreno, rappresentano uno dei principali fenomeni di pericolosità, la cui propagazione dipende soprattutto dalla dimensione dell’eruzione, dalla posizione della bocca eruttiva e dalla morfologia del territorio. 

Su questa base è stata definita la Zona Rossa che comprende i comuni di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Quarto, parti del comune di Napoli e parti dei comuni di Giugliano in Campania e Marano di Napoli, individuata considerando cautelativamente uno scenario eruttivo di media scala analogo all’eruzione di Astroni e interessando circa 500mila abitanti. 

Essa – sottolinea l’Ingv– non costituisce una previsione del futuro evento né il limite massimo raggiungibile dai flussi. “L’incertezza sulla posizione della futura bocca eruttiva non consente infatti di prevederne oggi il percorso, ma la combinazione tra storia eruttiva e modellazione numerica permette di definire scenari e mappe probabilistiche di invasione, fondamentali per la pianificazione dell’emergenza”.

Quanti chilometri potrebbero percorrere?

Ma quanti chilometri potrebbero percorrere? Secondo l’Ingv “non esiste una distanza unica, espressa in chilometri, valida per tutte le possibili eruzioni. Per gli scenari di piccola e media scala, la propagazione dei flussi è generalmente nell’ordine di alcuni chilometri, mentre la ricaduta di ceneri e lapilli può interessare aree molto più estese. 

La distanza effettiva raggiunta da un flusso piroclastico dipende però dalle caratteristiche della corrente piroclastica e dalla topografia: rilievi e depressioni possono ostacolarne oppure favorirne la propagazione. Le simulazioni numeriche condotte sui Campi Flegrei confermano inoltre che la posizione della bocca eruttiva è uno dei fattori che maggiormente controlla la distribuzione delle correnti piroclastiche”.

Perché non è possibile prevedere

Uno degli elementi che rendono complessa la previsione è la natura stessa dei Campi Flegrei che sono una caldera, e non un vulcano caratterizzato da una singola bocca centrale: “una futura eruzione potrebbe quindi avvenire in differenti settori dell’area calderica. Non è pertanto possibile stabilire oggi, in modo deterministico, né da quale punto partirebbe la corrente piroclastica, né in quale direzione si svilupperebbe, né dove si arresterebbe”.

Pianificazione 

È invece possibile combinare la conoscenza della storia eruttiva, la probabilità di apertura delle bocche e la morfologia del territorio con modelli numerici per costruire scenari e mappe probabilistiche di invasione. Studi specifici hanno infatti prodotto mappe che tengono conto sia dell’incertezza sulla posizione della bocca sia della variabilità delle caratteristiche dei flussi piroclastici.

La conclusione

In conclusione oggi non si può prevedere il percorso esatto di futuri flussi piroclastici ai Campi Flegrei, ma si può stimare quali aree potrebbero essere interessate e con quale probabilità. La pianificazione di emergenza – conclude l’Ingv– si basa proprio su questo approccio probabilistico.

La Zona Rossa non è la previsione della futura invasione, ma l’individuazione cautelativa delle aree che, sulla base degli scenari considerati, presentano un’elevata probabilità di essere interessate da flussi piroclastici e nelle quali, in caso di allarme, è prevista l’evacuazione preventiva della popolazione.

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