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31/10/2026

Campi Flegrei, allarme gas? L’Ingv: “Nessun rischio per la salute nelle aree urbane”

By redazione

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Nei Campi Flegrei quali gas vengono monitorati in modo continuo e quali concentrazioni possono diventare pericolose per l’uomo? A questa domanda, nell’ambito degli approfondimenti sul bradisismo, l’Ingv risponde ai cittadini chiarendo che tipologie di gas sono presenti e se sono pericolosi.

Il monitoraggio dei gas

Il monitoraggio della concentrazione di gas in aria nei Campi Flegrei viene effettuato attraverso stazioni multiparametriche installate nei siti della Solfatara di Pozzuoli e Pisciarelli. Le specie gassose monitorate con frequenza oraria sono l’anidride carbonica (CO2), l’idrogeno solforato (H2S) e l’anidride solforosa (SO2).

L’Ingv precisa che nei Campi Flegrei attualmente non si rileva SO2, mentre concentrazioni elevate e potenzialmente pericolose di Co2 e H2S si registrano esclusivamente nelle immediate vicinanze delle bocche fumaroliche, all’interno del cratere della Solfatara o nell’area di Pisciarelli.

La differenza

L’anidride carbonica (Co2) è il gas vulcanico più abbondante dopo il vapore acqueo. Essendo una specie gassosa naturalmente presente in atmosfera (  ̴440 ppm) non rappresenta un pericolo diretto per la respirazione umana, ma tuttavia può diventare pericolosa quando si accumula in ambienti confinati o non ventilati. 

L’organizzazione mondiale per la sanità raccomanda un limite di 1000 ppm, utilizzato come indicatore di una buona ventilazione in ambienti chiusi per prevenire mal di testa e l’accumulo di patogeni. 

L’idrogeno solforato (H2S) è una specie tipica dei sistemi idrotermali, facilmente riconoscibile per il suo caratteristico odore di “uova marce”, percepibile dal nostro olfatto a concentrazioni bassissime (tra 0.02 e 0.13 ppm). L’OMS definisce due soglie ambientali molto restrittive.

Un limite per la tutela della salute fisica pari a 0.11 ppm (media sulle 24 ore), pensato per prevenire le prime irritazioni oculari, e un limite estremamente più basso, pari a 0.005 ppm (media su 30 minuti), stabilito esclusivamente per evitare il forte disagio olfattivo e psicologico causato dal suo tipico odore sgradevole. A concentrazioni elevate, oltre i 100-200 ppm, l’H2S diventa estremamente tossico, inibendo il nervo olfattivo e causando gravi danni al sistema respiratorio e nervoso. 

L’anidride solforosa (SO2), infine, è un gas irritante noto per i danni che può causare alle vie respiratorie, tipico delle fumarole ad alta temperatura dei vulcani attivi ed attualmente non presente nei fluidi fumarolici dei Campi Flegrei.

I gas sono pericolosi?

“È fondamentale ribadire – afferma l’Ingv – che nei Campi Flegrei attualmente non si rileva SO2 mentre concentrazioni elevate e potenzialmente pericolose di Co2 e H2S si registrano esclusivamente nelle immediate vicinanze delle bocche fumaroliche, all’interno del cratere della Solfatara o nell’area di Pisciarelli.

Non appena i gas si allontanano da queste sorgenti, si mescolano con l’aria e vengono rapidamente diluiti dai venti. Pertanto, nelle aree urbane di Pozzuoli e dei quartieri limitrofi, le concentrazioni di Co2 e H2S calano drasticamente, mantenendosi su valori assolutamente innocui per la salute pubblica, seppur nel caso dell’H2S, si possa talvolta avvertire un fastidio olfattivo data la nostra bassissima soglia di percezione”.