La Cumana riparte tra ritardi e soppressioni: “Pozzuoli isolata, trasporto ridotto a trenino turistico”

La linea Cumana torna operativa, dopo sette mesi, sull’intera tratta Montesanto-Torregaveta e viceversa da sabato 21 febbraio ma i disagi per i pendolari dell’area flegrea non sono terminati. I treni da Torregaveta passano, ancora, ogni 30 minuti, e nel primo giorno di riapertura della tratta completa, si sono verificati ritardi e soppressioni di treni.
“Con tanto di pompose note stampe – denuncia il movimento politico “Uniti per Pozzuoli” –viene annunciato che la linea della Cumana ha ripreso il suo regolare percorso da Montesanto a Torregaveta e viceversa senza interruzioni. Ebbene da Montesanto a Bagnoli le corse sono ogni 15 minuti, a Torregaveta invece ogni 30 minuti. Insomma, per Napoli e i suoi quartieri il servizio c’è, per i Campi Flegrei è ancora solo desolazione”.
Ritardi e treni soppressi
“Uniti per Pozzuoli” denuncia ritardi e soppressioni di treni: “Nello stesso giorno della ennesima inaugurazione di una galleria – si legge nella nota – realizzata in 40 anni che ha presentato problemi alla prima scossa un poco più forte, durante tutta la giornata si sono verificate soppressioni e ritardi indicibili. C’è chi arrivato a Montesanto alle 15.15 o (viceversa) a Torregaveta alle 17.10!
Tra crisi di panico di qualcuno, operatori imbarazzati, soste prima di ogni entrata in stazione sono stati necessari un’ ora e cinquanta minuti per 20 km! Impossibile immaginare la Cumana diversamente da un trenino turistico per turisti masochisti!”.
A Pozzuoli solo due fermate
Per non dimenticare che l’unica stazione rimasta nel centro di Pozzuoli, in via Fasano, è ancora chiusa. “A Pozzuoli restano solo due fermate una ad Arco Felice e l’altra a Gerolomini. Completamente scoperta la fascia costiera dove tra porto turistico, porto commerciale e imbarchi per le isole sono state per ora abolite stazioni fondamentali per la città flegrea. L’alternativa per raggiungere il cuore di Pozzuoli da Arco Felice o da Gerolomini restano i piedi o una piccola navetta da pochi posti“.
40 anni di lavori
“E non si dica – continua la nota – che è colpa del bradisismo, questi lavori sono costati oltre un milione e mezzo per avere che cosa? Il consolidamento di una galleria, quella di Monte Olibano, pensata 40 anni fa proprio per il rischio bradisismico e costata indicibili milioni di euro che ha retto solo pochi mesi prima di presentare un quadro fessurativo tale da interdirla per 7 mesi? Si preannunciano altri mesi di disagi per la comunità flegrea. Si spera che ieri è stata solo una prova generale.
Si spera che la Eav riapra quanto prima una stazione centrale per la sua linea, quella nuova di Pozzuoli, città oramai quasi sparita dal suo tracciato, si spera che questo doppio binario che porti da 30 a 10 minuti i tempi la frequenza dei treni possa diventare realtà dopo milioni e milioni di euro per progetti faraonici tra legge 887 e contributi per la nuova crisi bradisismica. Sarebbero da approfondire molti aspetti tecnici e responsabilità politiche in questi 40 anni di attese e di degrado di una linea che nacque a fine ‘800 ma che oggi forse dopo quasi 150 anni è declassato a trenino turistico o è quasi da chiudere!”.
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