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08/04/2026

Stop alla linea 2 della metro tra Pozzuoli e Napoli: “Scelta miope che isola i Campi Flegrei”

By redazione

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La sospensione della Linea 2 della metropolitana nel tratto tra Pozzuoli e Napoli Campi Flegrei, prevista per consentire interventi legati all’America’s Cup, sta già generando forti preoccupazioni tra cittadini e pendolari. Il provvedimento interviene su una delle principali direttrici di collegamento tra l’area flegrea e il capoluogo, in un contesto in cui il sistema dei trasporti locali risulta già fortemente sotto pressione.

Secondo Più Europa Pozzuoli, la decisione rischia di aggravare una situazione che da tempo appare critica, tra disservizi diffusi, corse insufficienti e mancanza di integrazione tra i diversi vettori. “È una scelta miope che colpisce un territorio già in difficoltà – dichiara Riccardo Volpe, consigliere comunale di Più Europaperché interviene su una linea strategica senza offrire alternative credibili. Nei Campi Flegrei il sistema dei trasporti è già al limite: Cumana e Circumflegrea soffrono ritardi e riduzioni di corse, il trasporto su gomma è spesso inefficiente. Questo stop rischia di isolare ulteriormente migliaia di cittadini”. 

Le conseguenze

Il tema non riguarda soltanto la mobilità quotidiana, ma investe anche il sistema economico e turistico dell’area. Pozzuoli, negli ultimi anni, ha visto crescere i flussi soprattutto nel fine settimana, grazie anche alla vicinanza con Napoli e alla facilità di collegamento ferroviario.

“La situazione del turismo è già estremamente delicata– commenta Roberto Gaudioso, portavoce cittadino di Più Europae una scelta del genere rischia di comprometterla ulteriormente. I turisti che soggiornano a Napoli e si spostano verso Pozzuoli, così come quelli che nel weekend scelgono la nostra città, troveranno maggiori difficoltà negli spostamenti. È un danno diretto alle attività commerciali e alla ristorazione locale”. 

L’attacco di Più Europa

Più Europa sottolinea inoltre come il disagio colpisca in maniera particolare i pendolari, sia in termini logistici che economici, aumentando tempi di percorrenza e costi di viaggio, senza garantire soluzioni alternative adeguate.

“A pagare il prezzo più alto saranno i lavoratori e gli studenti – si legge in una nota di Più Europacostretti a riorganizzare completamente i propri spostamenti, spesso ricorrendo a mezzi più costosi e meno efficienti. A questo si aggiunge la mancanza di collegamenti diretti con i poli industriali e produttivi, che invece dovrebbero essere una priorità per qualsiasi strategia di sviluppo del territorio”. 

Per Più Europa, il nodo resta quello di una visione complessiva della mobilità flegrea, che oggi appare assente. Le nuove stazioni e gli interventi infrastrutturali, pur rappresentando un elemento positivo sul piano estetico e urbanistico, non sono ritenuti sufficienti. 

“Non basta avere stazioni nuove e belle se poi mancano i treni e le corse – conclude Gaudiosonoi chiediamo esattamente l’opposto: un potenziamento del servizio, più frequenza, maggiore integrazione tra le linee e un sistema efficiente che metta davvero al centro i cittadini. Potenziare il trasporto pubblico significa anche ridurre il traffico, migliorare la viabilità e alleggerire la pressione sui parcheggi, oltre ad avere un impatto positivo dal punto di vista ambientale. Solo così si può parlare di sviluppo reale per i Campi Flegrei”. 

Una posizione netta, che punta a riaprire il dibattito sulla mobilità nell’area flegrea, in un momento in cui le scelte infrastrutturali rischiano di incidere profondamente sulla qualità della vita e sulle prospettive economiche del territorio.

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