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09/05/2026

Pozzuoli si candida a “Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028”: ecco il progetto

By redazione

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Pozzuoli si candida a “Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028”. Con delibera approvata all’unanimità dalla Giunta Comunale, Pozzuoli si avvia verso la candidatura a “Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028”, bando aperto dal Ministero della Cultura.

Il progetto prevede la realizzazione di un “Festival delle fragilità creative”, che presenterà Pozzuoli come la prima Città delle Fragilità Creative al mondo, trasformando il bradisismo da limite geologico in linguaggio artistico universale. 

Il Comune vincitore riceverà un finanziamento di 1 milione di euro per la realizzazione di progetti dedicati all’arte contemporanea, tra cui mostre, festival, rassegne e interventi di creazione o riqualificazione di spazi e aree per la fruizione delle arti visive. 

La candidatura 

La domanda di candidatura e la relativa documentazione dovranno essere inviati esclusivamente entro il 15 giugno 2026. Le candidature saranno esaminate da una Giuria composta da cinque esperti indipendenti e di chiara fama nel settore della cultura e dell’arte contemporanea, che entro il 15 settembre 2026 selezionerà fino a un massimo di cinque città finaliste.

I comuni finalisti saranno successivamente convocati a un’audizione pubblica, prevista entro il 15 ottobre 2026. Entro il 30 ottobre 2026, la Giuria di esperti indicherà al Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, la candidatura ritenuta più idonea ad ottenere il titolo di Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028.

L’obiettivo 

Un’iniziativa che punta a valorizzare i territori più dinamici nella promozione delle arti visive e a rafforzare il legame tra cultura, innovazione e sviluppo urbano. L’obiettivo è valorizzare il territorio, coinvolgere i giovani talenti e gli artisti contemporanei nazionali/internazionali e sviluppare scambi di esperienze professionali e di confronto creativo.

Favorire la costruzione di reti tra enti pubblici (musei, centri d’arte, istituzioni) ed enti privati senza scopo di lucro (associazioni, fondazioni, spazi indipendenti, spazi non-profit) votati alla ricerca e alla sperimentazione sull’arte contemporanea, rafforzare la coesione e l’inclusione sociale e migliorare l’attrattività del territorio nel contesto internazionale.

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