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23/05/2026

Campi Flegrei, lo studio sul bradisismo e la precisazione dell’INGV: “Nessuna previsione di eruzione imminente”

By redazione

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Negli ultimi giorni l’attenzione sui Campi Flegrei è tornata alta dopo la diffusione di uno studio scientifico preliminare dedicato all’evoluzione del bradisismo nell’area vulcanica flegrea. Alcuni articoli di stampa, tra cui ricostruzioni rilanciate a livello nazionale, hanno evidenziato la possibilità che il sistema possa avvicinarsi nel tempo, in particolare tra il 2030 e il 2035, a una fase di cambiamento dinamico, dove il suolo potrebbe sollevarsi fino a 4 metri.

Nel lavoro scientifico, disponibile come preprint sulla piattaforma arXiv e ancora in fase di revisione tra pari, gli autori analizzano l’andamento della deformazione del suolo e ipotizzano che l’attuale evoluzione del fenomeno possa, nei prossimi anni, condurre verso un regime diverso rispetto a quello osservato finora che potrebbe culminare in un’eruzione, in un picco bradisismo o in un altro cambio di regime.

Il passaggio più citato dello studio

Tra i passaggi più ripresi compare l’osservazione secondo cui il sistema “non ha ancora raggiunto un coordinamento meccanico su larga scala normalmente associato alle fasi immediatamente precedenti a una possibile transizione eruttiva”.

Una formulazione tecnica che, secondo diversi esperti, indica come gli stessi ricercatori non ritengano presenti, allo stato attuale, i segnali tipicamente associati a una fase pre-eruttiva imminente. L’interpretazione di questo passaggio, tuttavia, ha alimentato un forte dibattito mediatico e numerose preoccupazioni tra i cittadini dell’area flegrea e di Napoli.

La precisazione dell’INGV

Dopo l’eco suscitata dal preprint, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia è intervenuto con una nota ufficiale per chiarire il significato dello studio e correggere alcune interpretazioni ritenute eccessivamente allarmistiche.

Nel comunicato, l’INGV sottolinea che il lavoro citato “non rappresenta una previsione deterministica dell’evoluzione del fenomeno né, tantomeno, una previsione di eventi sismici o eruttivi imminenti”. L’Istituto precisa inoltre che si tratta di un’ipotesi di ricerca preliminare e che alcune ricostruzioni giornalistiche hanno attribuito allo studio “contenuti, dichiarazioni e significati non presenti nel testo scientifico originale”.

Particolare attenzione è stata dedicata anche al tema del cosiddetto “forecasting criptato”, espressione riportata in alcuni articoli e interpretata da parte del pubblico come riferimento a presunte previsioni riservate. L’INGV chiarisce invece che il termine indica una metodologia tecnica usata in ambito scientifico internazionale per certificare temporalmente analisi previsionali, senza alcun riferimento a scenari segreti o informazioni nascoste sui Campi Flegrei.

Monitoraggio costante e canali ufficiali

È importante distinguere tra attività di ricerca scientifica, che per sua natura sviluppa e verifica ipotesi interpretative, e le attività ufficiali di monitoraggio e valutazione del rischio svolte dall’INGV nell’ambito del sistema nazionale di protezione civile”, ha dichiarato il presidente dell’Istituto, Fabio Florindo.

L’INGV ribadisce che il monitoraggio dell’area flegrea prosegue in modo continuo attraverso reti multiparametriche e sistemi di sorveglianza attivi 24 ore su 24. Le valutazioni ufficiali sullo stato della caldera vengono condivise esclusivamente attraverso i canali istituzionali dell’Istituto e del Dipartimento della Protezione Civile.

La situazione ai Campi Flegrei resta quindi oggetto di grande attenzione scientifica, in un contesto in cui il fenomeno bradisismico continua a manifestarsi con sollevamenti del suolo e sciami sismici ma senza che vi siano al momento indicazioni ufficiali di un’imminente evoluzione eruttiva.

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