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08/06/2026

Bradisismo, 309 terremoti in un mese con la scossa più forte di 4.4.: il suolo continua a sollevarsi di 1 cm

By redazione

bradisismo campi flegrei 309 terremoti maggio 2026

Nel corso del mese di maggio 2026, ai Campi Flegrei, sono stati registrati 309 terremoti con l’evento più energetico registrato il 21 maggio 2026 alle ore 05:50 di magnitudo 4.4. La sismicità è aumentata come lo scorso mese (ad aprile sono stati registrati 315 terremoti n.d.r.). 

I terremoti sono avvenuti prevalentemente tra Pozzuoli, Agnano, l’area Solfatara-Pisciarelli, Bagnoli e il Golfo di Pozzuoli, con profondità concentrate prevalentemente nei primi 3 km e profondità massima di circa 4 km. 20 degli eventi registrati sono avvenuti nel corso di due sciami sismici. Sono i nuovi dati del bollettino mensile del mese di maggio 2026 dell’Osservatorio Vesuviano.

Sismicità 

93 terremoti hanno avuto una magnitudo minore di 0 (30.10%); 144 terremoti con magnitudo compresa tra 0 e 1 (46.60%); 22 terremoti di magnitudo compresa tra 1 e 2 (7.12%); 4 terremoti di magnitudo tra 2 e 3 (1.29%); 0 terremoti con magnitudo di 4; 1 di magnitudo maggiore di 4 (0.32%) e 45 terremoti (14.56%) non definiti.

Sollevamento del suolo

I dati successivi allo sciame sismico del 15-19 febbraio 2025 hanno evidenziato un aumento della velocità di sollevamento del suolo, con un valore medio mensile di circa 30±3 mm/mese (3 cm n.d.r.) fino alla fine di marzo. Dagli inizi di aprile si è continuato a registrare un sollevamento del suolo con valore medio mensile di circa 15±3 mm/mese (1,5 cm n.d.r). A partire dal 10 ottobre 2025 si è registrato un aumento della velocità di sollevamento del suolo, con un valore medio mensile di sollevamento di circa 25±3 mm/mese (2,5 cm n.d.r). 

Dalla metà di dicembre 2025 si è registrata una diminuzione della velocità di sollevamento del suolo, con un valore medio di velocità mensile di circa 15±3 mm/mese. Dagli inizi di febbraio 2026 si registra un’ulteriore diminuzione della velocità di sollevamento del suolo, con un valore medio di velocità mensile di circa 10±3 mm/mese (1 cm n.d.r.). Il sollevamento totale registrato alla stazione GNSS di RITE è di circa 165.5 cm da novembre 2005, inizio dell’attuale fase di unrest e di circa 27.5 cm da gennaio 2025 (ad aprile era di 26.5 cm n.d.r.).

Dai dati mareografici registrati dalla stazione di Pozzuoli Porto si evince un sollevamento dell’area di circa 125.7 cm nel periodo gennaio 2016 – maggio 2026 (lo scorso mese era di circa 123.7 n.d.r.). Dal 2006 a oggi, alla stazione mareografica di Pozzuoli Porto si registra un sollevamento del suolo di circa 158.2 cm (lo scorso mese era di circa 156.2 cm n.d.r.).

Fumarole

Il rapporto CO2/H2O delle fumarole nei campioni di maggio 2026 mostra una lieve diminuzione pur rimanendo su valori elevati (~0.43 per la fumarola BG e ~ 0.49 per la fumarola BN), che in generale testimoniano una elevata frazione di gas magmatici presente nei fluidi fumarolici. I valori di concentrazione di monossido di carbonio (CO), disponibili alla Solfatara di Pozzuoli fin dalla crisi del 1983-84, mostrano a partire dagli inizi degli anni 2000 un evidente trend di crescita, particolarmente marcato dai campioni del 2018-2022.

Questo incremento ha raggiunto un massimo nel luglio 2020, seguito da una fase di diminuzione fino ai primi mesi del 2022, quando inizia un nuovo aumento. I campioni degli ultimi mesi confermano il trend di aumento delle concentrazioni di CO. Tale variazione è rilevante poiché il CO è fra le specie fumaroliche analizzate quella più sensibile alla temperatura.

Il trend del CO corrisponderebbe a un aumento di temperatura di circa 40 °C dagli inizi degli anni 2000 (T circa 215 °C) a oggi (T circa 255 °C), raggiungendo un massimo (T ~ 263 °C) nel 2018. I campioni del mese di maggio 2026 evidenziano variazioni della concentrazione di CO e della temperatura stimata (~255 °C), in accordo con il suddetto trend d’aumento di lungo termine. Sulla base dell’attuale quadro dell’attività vulcanica sopra delineato, non si evidenziano elementi tali da suggerire significative evoluzioni a breve termine. Il monitoraggio dell’area flegrea permane al livello di allerta “giallo”.

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