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08/08/2026

Emergenza bradisismo, De Natale: “I terremoti continueranno, evacuare la zona a più alto rischio”

By redazione

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“Un terremoto più che annunciato ha devastato il territorio con immagini davvero apocalittiche, dispiace ancor più dover dire ve lo avevo detto”, così dichiara il vulcanologo e già direttore dell’Osservatorio Vesuviano Ingv Giuseppe De Natale, a cinque giorni dalla scossa più forte mai registrata almeno negli ultimi 450 anni nei Campi Flegrei.

“Sconvolge l’impunita inerzia delle Istituzioni nelle misure più elementari di salvaguardia della popolazione: non è possibile che dopo tre anni di terremoti devastanti sempre più forti, in cui si sfiorano tragedie ogni volta più rocambolescamente, non si sia ancora dotata quest’area almeno dei servizi minimi di sanità, vigilanza, assistenza e soccorso, quantitativamente sufficienti a gestire gli episodi maggiori di crisi sismica, che si sa essere ricorrenti“, si legge nel post del vulcanologo.

“Surreale che, appena dopo ogni forte terremoto, le istituzioni di governo del territorio si assopiscano quasi non avessero ancora compreso che, finché durerà il sollevamento del suolo, c’è la certezza che la sismicità continuerà e si avranno altri terremoti maggiori, di magnitudo simile a questi ultimi o anche significativamente più forti. Quest’ultimo evento ha causato 26 feriti tra cui due gravi: per incredibile fortuna non ci sono state vittime”.

Le richieste di De Natale

Cosa si dovrebbe fare immediatamente secondo De Natale: “sapere quali edifici, pubblici e privati (le scuole in primis), siano in grado di resistere senza collassare a terremoti di magnitudo 5 che accadano a 3 km di distanza ed evacuare tutti gli altri; identificare i costoni in equilibrio precario nell’area più esposta sismicamente, e consolidarli per evitare frane;

Moltiplicare per almeno un fattore 10 le strutture di emergenza sanitaria, di vigilanza e di soccorso nelle aree più esposte o altrimenti evacuarle preventivamente; liberare ed incrementare quanto più possibile la viabilità, pianificando da ora una possibile evacuazione dalle aree più a rischio, in caso di inizio eruzione; sgomberare, come suggerii già nel settembre 2023 al Prefetto, perlomeno la zona a più alto rischio sismico, compresa in un raggio di meno di 2 km dal triangolo Solfatara-Pisciarelli-Agnano, almeno fino a quando non saranno verificate le condizioni di tutti gli edifici in quell’area”.

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