BACOLI| Ex Cantieri di Baia, dall’abbandono al grande polo ricettivo: il progetto da 128 milioni di euro

A Bacoli l’area degli ex Cantieri di Baia punta a diventare una grande area alberghiera con strutture ricettive, cinema, ristoranti, palestre, parcheggi. Il Comune di Bacoli infatti ha commissionato al Politecnico di Milano il progetto di prefattibilità dell’area degli ex Cantieri dal valore di 128 milioni di euro.
Il progetto
Secondo il progetto, in questa grande area abbandonata sorgeranno alberghi, ristoranti, parcheggi, area wellness da affidare a privati. Secondo lo studio del Politecnico si prevede nel dettaglio che: il capannone sulla traversa di via Lucullo sia demolito e ricostruito per farne un “parcheggio pubblico in struttura sviluppata su 5 piani” per 3.267 mq e 346 posti auto di cui 334 a strisce blu.
Il capannone antistante la Polizia Municipale sia demolito e ricostruito per diventare un’“area wellness integrata, comprensiva di piscina, palestra, centro benessere” a due piani per 1.626 mq e 133 posti con palestra e piscina. Il capannone su via Lucullo “sia restaurato e rifunzionalizzato come Food&Shop Hall in grado di promuovere il commercio locale” su quattro piani per 2.772 mq.
Il capannone antistante il cantiere Omlin sia demolito e ricostruito per “botteghe artigianali legate al mondo della nautica” su 774 mq, mentre gli altri capannoni saranno demoliti, ricostruiti e “destinati ad ospitare un’ampia struttura ricettiva di qualità con la previsione di un’offerta variegata di servizi accessori per gli ospiti, una sala congressi e un ristorante” su 3 piani, con 300 posti per ristorante, 130 posti per bar, 424 camere, per una superficie di 15.552 mq.
La “pensilina” di 765 mq all’ingresso “sia trasformata in uno spazio culturale multifunzionale per proiezioni cinematografiche” con 600 posti; infine la “guardiola” di 110 mq “sia convertita in una sala formazione” per corsi in collaborazione con l’università “Federico II”.
Costi e tempistiche
Secondo il Politecnico il progetto potrebbe realizzarsi in tre anni, per un costo complessivo di 89 milioni di euro di cui 1 milione e mezzo per la demolizione delle strutture e 63 milioni per “costi di ricostruzione, restauro e sistemazione aree esterne”.
“Il progetto risulta finanziariamente sostenibile”, scrive il Politecnico, solo nell’ipotesi di un finanziamento o “nell’ipotesi di collaborazione con un soggetto privato mediante il ricorso ad un accordo di partenariato” a cui affidare “la concessione a condizioni agevolate” in cui “il privato beneficia dell’utilizzo del bene corrispondendo solo il canone demaniale e non di mercato, così da recuperare l’investimento iniziale”.
La denuncia de “Il Pappice”
La durata “può essere fissata in un numero di anni tra i 30 ed i 40”. “Un siffatto progetto – denuncia l’associazione Il Pappice – che crea apprensioni, generi aspettative, meriterebbe precisazioni sulle modalità di appalti, sulle garanzie pubbliche, sui ritorni occupazionali sul territorio. Bisognerebbe approfondire, studiare ma soprattutto discuterne pubblicamente, perché qui andiamo a fissare il modello di sviluppo della nostra città per il futuro. Discuterne è l’unica cosa che l’Amministrazione non sta facendo”.
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