Bradisismo, 13 terremoti in una settimana: la terra continua a sollevarsi di 1 centimetro al mese

Nella settimana dal 31 agosto al 6 settembre 2026, nell’area dei Campi Flegrei, sono stati localizzati 13 terremoti (lo stesso numero di settimana scorsa ndr). Il sisma più forte ha raggiunto una magnitudo Md 1.6±0.3. È quanto emerge dal nuovo bollettino settimanale dell’Osservatorio Vesuviano, che fotografa l’attuale stato di attività della caldera flegrea.
La sismicità della settimana risulta quindi caratterizzata da eventi di bassa magnitudo, senza nuovi sciami sismici di particolare rilievo. Tra gli eventi localizzati con magnitudo pari o superiore a 1.0, il terremoto più significativo è stato registrato il 28 agosto alle 18:52, con magnitudo 1.6, a una profondità di circa 2,5 chilometri.
Il sollevamento resta a circa 1 centimetro al mese
Sul fronte delle deformazioni del suolo, il quadro continua a mostrare un sollevamento costante. Dagli inizi di febbraio 2026, la velocità media mensile di sollevamento nella zona di massima deformazione dei Campi Flegrei si mantiene intorno ai 10±3 millimetri al mese, quindi circa 1 centimetro al mese.
Alla stazione GNSS RITE, nell’area del Rione Terra di Pozzuoli, il sollevamento complessivo registrato dal gennaio 2025 è arrivato a circa 31 centimetri (lo stesso di settimana scorsa ndr), considerando la serie temporale corretta per la discontinuità cosismica provocata dallo sciame del 31 luglio 2026, sulla base delle stime attualmente disponibili. Considerando invece la discontinuità cosismica registrata durante l’evento del 31 luglio, il sollevamento complessivo dal 2025 risulta di circa 30 centimetri.
L’Osservatorio Vesuviano evidenzia inoltre che, nelle serie temporali corrette con i valori delle discontinuità cosismiche, non emergono variazioni significative dei pattern deformativi, sia planimetrici sia verticali, successivamente al terremoto del 31 luglio e al relativo sciame.
Gas e temperature: continua il trend di lungo periodo
Anche i parametri geochimici monitorati nell’area flegrea continuano a collocarsi nel quadro dei trend pluriennali di riscaldamento e pressurizzazione del sistema idrotermale, accompagnati dall’incremento dei flussi di fluidi emessi.
Nell’area di Pisciarelli, una delle zone che negli ultimi anni ha mostrato le maggiori variazioni nel processo di degassamento, i valori del flusso di CO₂ dal suolo registrati dalla stazione FLXOV8 non hanno evidenziato nell’ultima settimana variazioni significative rispetto ai periodi precedenti, mantenendosi comunque all’interno del trend pluriennale di aumento osservato nell’area.
La temperatura dell’emissione fumarolica monitorata a Pisciarelli ha registrato nell’ultima settimana un valore medio di circa 95 °C, prossimo alla temperatura di condensazione del fluido fumarolico. Nel cratere della Solfatara, invece, la temperatura della fumarola BG si è mantenuta su valori particolarmente elevati: il sensore della stazione V11 ha registrato una media di circa 173 °C. Anche la stazione collocata nel sito di misura della precedente FLXOV5 ha rilevato valori analoghi, con una media di circa 172 °C.
L’Osservatorio sottolinea che l’aumento della temperatura della fumarola è correlato con l’incremento dei flussi diffusi e delle temperature di equilibrio stimate per il sistema idrotermale.
L’Osservatorio: nessuna significativa evoluzione a breve termine
Nonostante il quadro continui a evidenziare sollevamento del suolo, attività sismica e un sistema idrotermale caratterizzato da riscaldamento e aumento dei flussi, il bollettino non segnala elementi che facciano ipotizzare una significativa evoluzione nel breve periodo.
Sulla base dell’attuale quadro dell’attività vulcanica, l’Osservatorio Vesuviano ribadisce infatti che “non si evidenziano elementi tali da suggerire significative evoluzioni a breve termine”.
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