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08/04/2026

Campi Flegrei, come la pioggia influenza i terremoti e la pressione del suolo: nuove scoperte a Pisciarelli

By redazione

Nei Campi Flegrei, una delle aree vulcaniche più studiate e densamente popolate d’Europa, uno dei luoghi in cui è più evidente l’attività idrotermale è l’area di Pisciarelli, un sito idrotermale molto vicino alla Solfatara. Una zona con una superficie di circa un ettaro caratterizzata dalla presenza di fumarole, polle bollenti e potenti getti di vapore.

In un recente studio, i ricercatori dell’Ingv-Osservatorio Vesuviano e dei Dipartimenti di Scienze della Terra dell’Università di Napoli Federico II (DISTAR) e dell’Università di Palermo (DiSTeM) hanno indagato le modalità con cui la pioggia influenza le modalità di rilascio dei fluidi idrotermali a Pisciarelli.

Nuovo studio Ingv

I ricercatori hanno analizzato i dati raccolti tra il 2019 e il 2024 e hanno riscontrato un comportamento costante. Dopo piogge particolarmente intense aumenta la vibrazione continua del sottosuolo, il cosiddetto tremore sismico, mentre diminuisce il segnale acustico prodotto dal vapore che fuoriesce in superficie. Pertanto, quando l’acqua piovana penetra nel sottosuolo entra in contatto con fluidi caldi e con il vapore; raffreddandoli, ne favorisce la condensazione, riducendo il vapore che arriva in superficie ma aumentando la pressione nei condotti sotterranei che alimentano l’attività idrotermale.

Il tremore sismico

Il tremore osservato a Pisciarelli è continuo e stabile e la sua sorgente si trova a poche decine di metri di profondità. I dati indicano che la sua genesi si deve alla condensazione del vapore: quando le bolle di gas incontrano acqua più fredda collassano rapidamente, generando variazioni di pressione che producono vibrazioni elastiche registrabili in superficie come un treno continuo di onde sismiche.

Il tremore diventa così una vera e propria “firma” del processo di condensazione del vapore che avviene nel sottosuolo. In inverno, quando le piogge sono più abbondanti, la zona di condensazione si estende più in profondità; in estate, con precipitazioni ridotte, tende invece a restringersi.

Pioggia e terremoti

L’ingresso dell’acqua piovana non genera soltanto tremore: provoca anche un aumento della pressione nel sistema idrotermale. Lo testimoniano l’innalzamento del livello dell’acqua nei condotti e piccole deformazioni del terreno. Le stime indicano che la pressione può crescere fino a circa 30 kPa, valori sufficienti a influenzare l’equilibrio delle rocce ed a innescare piccoli terremoti

Nei mesi più piovosi la pressione del sistema idrotermale è più elevata: il livello dell’acqua nei condotti aumenta, il tremore è più intenso e i terremoti risultano mediamente più frequenti. Nei mesi estivi, più secchi, accade il contrario: il sistema tende a “svuotarsi”, il degassamento aumenta e l’attività sismica diminuisce.

Come sottolinea l’Ingv, però, nonostante la pioggia possa influire ad attivare le dinamiche del sottosuolo, non può essere considerato il motore del bradisismo dei Campi Flegrei, che risiede nel sistema magmatico profondo. Negli ultimi anni, infatti, sollevamento del suolo, emissioni di gas e attività sismica hanno mostrato un incremento costante, indipendentemente dalle precipitazioni, indicando che il vero motore del bradisismo risiede nel sistema magmatico profondo.

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