Porto di Pozzuoli, imbarco negato a un paziente in ambulanza: “Dovevo salire le scale con due cateteri”

Una storia inverosimile, ma che è una dura realtà, quella raccontata da un cittadino di Procida che, a seguito di un intervento chirurgico in terraferma, ha provato a imbarcarsi in un’ambulanza a bordo di un traghetto nel porto di Pozzuoli, ma l’accesso gli è stato impedito. Ecco il motivo.
“Sabato 7 febbraio scorso – racconta Lorenzo Beaumont, protagonista della triste vicenda – stavo tornando a Procida, mezzo morto e reduce da un intervento chirurgico. Arriviamo a Pozzuoli con l’ambulanza e il traghetto che dovevamo prendere non ci ha voluto imbarcare, perché, non avendo il mezzo nautico il sistema per farmi salire sopra con la barella dovevo restare nell’ambulanza e nel garage. Ma neanche nell’ambulanza potevo restare, secondo la loro scienza e coscienza. Cosa che poi ho fatto imbarcandomi con un’altra compagnia”.
Il cittadino racconta di essere stato costretto ad attendere la corsa successiva. “Reduce da un intervento chirurgico con due cateteri attaccati – continua il cittadino procidano –sarei dovuto uscire dall’ambulanza e andare sopra per le scale e restare nel salone per tutta la durata del viaggio. Sono stato costretto ad aspettare il traghetto successivo sul lettino dell’ambulanza in una situazione non proprio ideale nonostante tutta la disponibilità degli addetti al servizio di ambulanza. Ho contattato pure la competente autorità sul porto ma invece di mediare ci ha messo anche il carico di briscola da sopra!. Purtroppo, questo ci tocca a noi cittadini di serie B”.
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