POZZUOLI| 284 famiglie escluse dai contributi post-sisma, Zazzaro: “Comune contro chi ha perso la casa”

A Pozzuoli, a seguito delle domande presentate al Comune per ricevere contributi per riqualificare gli edifici danneggiati dal sisma, sono 284 le famiglie escluse dai fondi. I cittadini “esclusi” per tecnicismi hanno fatto ricorso al TAR mentre il Comune si è costituito in giudizio. Sulla scelta dell’amministrazione interviene duramente l’ex assessore alle Attività produttive Titti Zazzaro:
“Non lasciamo sole le famiglie colpite dal bradisismo. 284 famiglie su 536 a Pozzuoli hanno visto negati i contributi per ristrutturare immobili danneggiati dal sisma. Il motivo delle bocciature? Piccole modifiche interne non strutturali, fatte decenni fa. Qui c’è il fatto politico. A chiacchiere l’Amministrazione dice di stare al fianco dei cittadini. Nei fatti si cautela. Le famiglie – dichiara Zazzaro – fanno ricorso al TAR contro un rigetto che lo stesso Comune aveva emesso. E il Comune, invece di non costituirsi, sceglie di entrare in giudizio. Si mette dalla parte dello Stato, contro chi ha perso la casa”.
“Poteva non farlo. Ha scelto di farlo. Cittadini già colpiti dal bradisismo. Già sgomberati, già con case inagibili che oggi devono rifare i lavori e non ci riescono per la burocrazia. È ancora più grave perché i contributi li paga lo Stato, non il bilancio comunale. Dietro quei ricorsi – conclude l’ex assessore – non ci sono pratiche. Ci sono persone che chiedono solo il riconoscimento di un diritto. La politica in emergenza non si difende con i tecnicismi.
Si fa carico, cerca soluzioni, sta al fianco della gente. Pozzuoli non è una città di serie B. Merita un’amministrazione che metta le persone al centro, non le procedure. Lo raccontavamo già il 5 giugno scorso. Con queste notizie la situazione è peggiorata”.
L’intervento
Domande bocciate, famiglie ancora sgomberate e la risposta del Comune. Su tale tematica interviene anche il consigliere d’opposizione Guido Iasiello: “L’amministrazione Manzoni non può nascondersi dietro i tecnicismi. La vicenda dei contributi richiesti dalle famiglie sgomberate a causa del bradisismo va ben oltre una questione giuridica. Molte domande sono state respinte per motivi tecnici e numerosi cittadini puteolani hanno presentato ricorso al TAR, sostenendo anche importanti spese legali per far valere i propri diritti”.
“Fa riflettere che il Comune, dopo aver indicato proprio il TAR come giudice competente nei provvedimenti di rigetto, abbia poi eccepito il difetto di giurisdizione, sostenendo che la causa dovesse essere proposta davanti al Giudice ordinario. Al di là dell’aspetto tecnico, ciò che colpisce è la scelta di costituirsi in giudizio contro cittadini già duramente colpiti dagli effetti del bradisismo”.
“Una scelta ancora più difficile da comprendere se si considera che gli eventuali contributi sarebbero finanziati dallo Stato e non graverebbero sul bilancio comunale. Dietro quei ricorsi – conclude Iasiello – non ci sono semplici pratiche amministrative, ma famiglie che hanno perso la serenità delle proprie case e chiedono soltanto il riconoscimento di un diritto.
La politica, soprattutto nei momenti di emergenza, non dovrebbe limitarsi a difendere atti amministrativi o rifugiarsi dietro i tecnicismi. Deve farsi carico dei problemi, ricercare soluzioni e stare concretamente al fianco dei cittadini. Perché governare significa assumersi delle responsabilità e mettere sempre al centro le persone, non le procedure”.
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