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11/02/2026

POZZUOLI| Bonifica nell’area ex Sofer, Volpe: “Non basta il rispetto delle procedure, serve chiarezza sui contaminanti”

By redazione

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Fare piena luce sugli esiti ambientali della bonifica effettuata nell’area ex SOFER di proprietà di Prysmian. È questo l’obiettivo dell’iniziativa assunta dal consigliere comunale Riccardo Volpe, che nei mesi scorsi ha richiesto agli enti competenti la trasmissione della documentazione relativa agli interventi di risanamento ambientale eseguiti nel sito.

Nessuna chiarezza sui contaminanti

Gli atti finora acquisiti attestano formalmente l’avvenuta bonifica ai sensi dell’articolo 248 del decreto legislativo 152 del 2006 e ricostruiscono l’articolato iter amministrativo che ha accompagnato il progetto. Documenti rilevanti, che certificano il rispetto delle procedure previste dalla normativa ambientale vigente. Tuttavia, come evidenziato dallo stesso Volpe, tali atti non consentono una comprensione immediata e sostanziale dello stato dei luoghi.

“Quello che oggi manca – spiega il consigliereè la possibilità di conoscere in modo chiaro e comprensibile quali contaminanti siano stati effettivamente rinvenuti, in quali concentrazioni, in quali porzioni dell’area e con quali modalità operative siano stati rimossi o gestiti. È un punto decisivo, anche per sapere se vi sia stata o meno la presenza di amianto“.

La richiesta

La richiesta di maggiore chiarezza assume un peso ancora più rilevante alla luce del procedimento sanzionatorio avviato nei confronti dell’intervento Prysmian ai sensi dell’articolo 29 del decreto legislativo 152 del 2006, per la realizzazione di parte delle opere in assenza delle necessarie valutazioni ambientali preventive. Un elemento che, secondo Volpe, non può essere ignorato e che rafforza l’esigenza di massima trasparenza sui profili ambientali dell’operazione.

L’occupazione

Nel ragionamento del consigliere comunale, la questione ambientale si intreccia inoltre con il tema dello sviluppo e dell’occupazione. “Alla città – ricorda Volpesono state presentate nel tempo prospettive di rilancio produttivo e di nuova occupazione che, ad oggi, non hanno trovato un riscontro concreto. In Consiglio Comunale ho chiesto chiaramente che fosse l’azienda a presentare un piano industriale e un quadro occupazionale definito, per poter valutare l’intervento con tutti gli elementi sul tavolo. Questo non è mai avvenuto”.

Ad oggi, sottolinea il consigliere, non è dato conoscere né il numero delle eventuali assunzioni, né le modalità con cui esse potrebbero avvenire. “A fronte di promesse informali importanti in termini di posti di lavoro – prosegue VolpePozzuoli si trova a fare i conti con un intervento complesso, con un impatto ambientale rilevante e con criticità procedurali, mentre l’unico beneficio occupazionale evocato non risulta formalizzato in alcun atto o documento”.

Accesso ai dati analitici

Per queste ragioni Volpe ha ritenuto necessario chiedere non solo attestazioni formali, ma l’accesso ai dati analitici e alle relazioni tecniche che hanno condotto alla certificazione della bonifica. “Non si tratta di mettere in discussione il lavoro degli enti o di alimentare contrapposizioni strumentali – chiarisce Volpema di affermare un principio semplice: su ambiente, salute e futuro del territorio la trasparenza non è un fastidio, è una responsabilità politica“.

Secondo il consigliere comunale, solo a partire da una conoscenza piena e condivisa dello stato ambientale dell’area ex SOFER interessata dal progetto Prysmian sarà possibile affrontare con serietà le trasformazioni in atto e valutare, senza retorica, se alle promesse fatte corrispondano davvero risultati concreti per la città.

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