POZZUOLI| Gli sfollati Acer protestano al Comune, Manzoni: “Gli immobili sono in condizioni gravi”

La protesta dei residenti degli alloggi Acer sgomberati dopo il terremoto del 31 luglio arriva fino al Consiglio comunale di Pozzuoli. Dopo la manifestazione di questa mattina sotto la sede dell’Acer, nel primo pomeriggio i cittadini del Rione Solfatara, Rione Artiaco e Rione Marocchini si sono diretti a Toiano, dove era in corso la seduta del Consiglio comunale nella sede di via Tito Livio. I manifestanti hanno chiesto la presenza del sindaco Gigi Manzoni, che ha lasciato l’aula consiliare per raggiungerli all’esterno e confrontarsi direttamente con loro.
Esasperazione e paura per il futuro degli alloggi
Toni duri e forte esasperazione tra gli sfollati, che da settimane vivono nell’incertezza dopo aver dovuto lasciare le proprie abitazioni in seguito al sisma del 31 luglio. Al centro delle preoccupazioni c’è soprattutto il futuro dei fabbricati Acer e l’ipotesi che alcuni immobili possano essere abbattuti e ricostruiti in altre aree. Una prospettiva che sta alimentando timori tra i residenti, preoccupati dalla possibilità di non poter tornare nei quartieri nei quali hanno vissuto fino allo sgombero.
Manzoni: “Dalle prime relazioni lo stato degli immobili è grave”
Intervistato dai microfoni di Pozzuoli News 24, il primo cittadino puteolano ha spiegato che al momento non sarebbe stata ancora assunta una decisione definitiva sul futuro degli edifici. “Capisco l’esasperazione dei cittadini e questo mi dispiace. Si sta lavorando con serietà. Soprattutto in questi momenti bisognerebbe essere tutti uniti e non strumentalizzare le questioni, perché è una cosa brutta“, ha dichiarato il primo cittadino.
Manzoni è poi intervenuto sul tema della possibile delocalizzazione: “Questo è un tema che c’è ed esiste. Ora ci siamo fermati al primo step, quello di capire lo stato dell’arte di questi immobili e, dalle prime relazioni, lo stato dell’arte è grave. Dopodiché decideremo sull’abbattimento e sulla ricostruzione, anche in base alle zone dove dovrà essere fatto“.
La valutazione tecnica degli edifici rappresenta dunque il primo passaggio prima delle decisioni definitive. Intanto, per le famiglie sgomberate resta l’incertezza sul futuro delle proprie abitazioni e sulla possibilità di poter tornare nei quartieri lasciati dopo il terremoto.
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