POZZUOLI| Nuova Giunta, i consiglieri d’opposizione: “Cambio di passo mai arrivato. Rione Terra e bradisismo, temi ignorati”

A seguito della nuova (quinta) giunta del sindaco Gigi Manzoni di Pozzuoli i tre consiglieri ora all’opposizione Carlo Morra, Gianluca Sebastiano e Riccardo Volpe, hanno indetto una conferenza stampa, questa mattina, 12 gennaio, alla palazzina 4 del Comune di Pozzuoli, sede di via Tito Livio.
I tre consiglieri comunali hanno ripercorso sei mesi di interlocuzione con il sindaco a cui esprimevano criticità e malcontento, fino ai motivi che li hanno spinti a una scelta drastica quale l’azzeramento della giunta e la sfiducia del primo cittadino.
Il consigliere Carlo Morra: “Cambio di passo mai avvenuto”
Il consigliere comunale Carlo Morra, in conferenza stampa, spiega l’iter che ha portato, lo scorso dicembre, otto consiglieri a volere l’azzeramento della giunta, fino alla sfiducia del sindaco, “golpe” fallito per la mancata firma di un consigliere di Italia Viva Enrico Russo.
“Con la firma del documento programmatico volevamo un cambio di passo, una visione diversa degli obiettivi che in sei mesi, da maggio a dicembre, stentavano a decollare. L’unica cosa concreta è stata il PAD ottenuto grazie all’impegno di tanti consiglieri – dichiara Morra – il malessere all’interno della maggioranza si è concretizzato nell’ultimo consiglio con l’assenza di sei consiglieri e l’abbandono dei Verdi, nonché l’assenza di qualche consigliere del Pd. Di fatto la maggioranza si è azzerata”.
“Abbiamo incontrato il sindaco evidenziando le criticità, la carenza di affrontare i temi sul tavolo: la gestione del Rione Terra, la valorizzazione dei siti archeologici, la crisi del bradisismo su cui siamo stati troppo teneri verso il Governo, la crisi del commercio. Tutti temi – continua il consigliere – che non sono stati presi con responsabilità. La sfiducia del sindaco è una scelta drammatica ma è un senso di responsabilità di tutti i consiglieri firmatari, 8 maggioranza e 5 opposizione, l’occasione è poi saltata, il sindaco ha riformato la giunta lavorando solo sui numeri senza una visione politica per il futuro. Speravamo che la sfiducia fosse utile a un cambio di passo ma ora siamo fortemente critici”.
Il consigliere Sebastiano: “Sindaco ostaggio dei numeri”
Così il consigliere d’opposizione Gianluca Sebastiano (ex Italia Viva): “Andare all’opposizione è una scelta obbligata quando si sfiducia il sindaco non si può poi andare a prendere una poltrona. Avevamo chiesto un cambio di passo mai avvenuto, il sindaco ostaggio dei numeri ha scelto di accontentare qualcuno dandogli una poltrona. I temi importanti erano il Rione terra, il ciclo integrato dei rifiuti mai discusso in Consiglio, il bradisismo con un’azione più incisiva verso il Governo. Oggi metteremo in campo un’azione politica propositiva a tutela della città”.
Sebastiano spiega i motivi delle dimissioni da Italia Viva: “Uno dei firmatari della sfiducia del sindaco ora è in giunta. In Italia Viva all’inizio c’era unità di intenti poi non mi sono più riconosciuto e ho preferito lasciare. A Enrico auguro il meglio, credo che riuscirà finalmente a essere eletto. Le mie sono scelte coerenti non campate in aria come qualcuno ha fatto in passato”.
Il consigliere Volpe: “Opposizione intransigente”
A conclusione il consigliere Riccardo Volpe spiega cosa è accaduto dalla firma del documento sei mesi fa alla sfiducia: “Con il documento a firma di otto consiglieri abbiamo chiesto di azzerare la giunta per un cambio di passo su tematiche sottoscritte sei mesi prima. Volevamo chiarimenti sul campo largo, perché un gruppo consiliare in giunta aveva deciso di non firmare il documento.
In questi sei mesi abbiamo chiesto riunioni tematiche, confronti, cronoprogramma dei lavori da fare. Abbiamo stimolato fortemente per fare il Pad ma non c’è stato confronto sui temi. I posti in giunta non ci interessano, abbiamo detto al sindaco di fare la giunta come voleva ma con uno slancio. L’azione amministrativa ha fatto il contrario su un tema delicato come il Rione Terra, rispetto al documento di sei mesi prima. Un anno e mezzo fa firmammo un ordine del giorno sulla gestione del Rione Terra mai più in maniera temporanea e non è accaduto così come la scelta unidirezionale di affidare il futuro del Rione Terra a un tecnico esterno. Volevamo mandare a casa il sindaco. Oggi saremo opposizione intransigente”.
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