POZZUOLI| Oltre 40 giorni fuori casa per il rischio dalla chiesa: “Lesioni precedenti al sisma”

Famiglie fuori dalle proprie abitazioni da oltre quaranta giorni e un edificio residenziale che, secondo la documentazione richiamata dai loro legali, risulterebbe strutturalmente integro ma non utilizzabile a causa del rischio proveniente dalla vicina chiesa di Santa Maria della Purificazione, conosciuta come chiesa “dell’Angelo”.
È la situazione denunciata dallo Studio Legale Carpagnano-Doronzo di Barletta, che assiste alcuni dei residenti del fabbricato di via II Traversa di via Tranvai, sgomberato con l’ordinanza sindacale n. 400 del 13 agosto 2026 dopo le forti scosse che hanno interessato i Campi Flegrei a partire dal 31 luglio. Da allora le famiglie non hanno potuto fare ritorno nelle proprie case.
Dagli atti lesioni preesistenti e stato di manutenzione “pessimo”
Secondo quanto riportato nel comunicato dello studio legale sulla base degli atti acquisiti presso Comune di Pozzuoli, Vigili del Fuoco e Soprintendenza, alcuni problemi della chiesa, risalente al 1702, sarebbero precedenti agli ultimi eventi sismici.
In particolare, la scheda di rilievo del danno redatta dalla Soprintendenza il 14 agosto descriverebbe lo stato di manutenzione dell’edificio religioso come “pessimo”, indicando come “gravi” alcune lesioni preesistenti e segnalando un “rischio crollo imminente”. Anche il portale della facciata, secondo la documentazione richiamata, risultava già puntellato prima del sisma.
I Vigili del Fuoco avrebbero inoltre riscontrato un quadro fessurativo “molto pronunciato e generalizzato”, evidenziando la possibilità di meccanismi di ribaltamento in direzione dell’abitato. Con l’ordinanza n. 390, il Comune di Pozzuoli ha quindi disposto nei confronti della Diocesi di Pozzuoli, proprietaria dell’edificio religioso, la rimozione “ad horas” delle condizioni di pericolo.
Un elemento importante emerge, secondo i legali, anche dalla scheda di agibilità del 23 settembre relativa al fabbricato evacuato. L’edificio residenziale sarebbe strutturalmente integro e la sua inagibilità sarebbe determinata dal rischio esterno rappresentato dalla chiesa. Nella stessa documentazione, alla voce relativa ai provvedimenti di pronto intervento eseguiti, sarebbe riportata la dicitura “nessuno”.
La risposta della Diocesi e le possibili azioni giudiziarie
Lo Studio Legale Carpagnano-Doronzo riferisce di aver formalmente diffidato la Diocesi il 21 agosto. Una risposta sarebbe arrivata il 29 settembre attraverso l’Ufficio Economato. Secondo quanto riportato dai legali, la Diocesi si è dichiarata “pienamente consapevole della situazione” e “in attesa di definire ogni possibile iniziativa utile”, riservandosi ulteriori comunicazioni “non appena vi saranno determinazioni“.
Una risposta che, secondo lo studio, non conterrebbe al momento né una tempistica per gli interventi né impegni operativi definiti. “I nostri assistiti, tra i quali persone anziane e invalide oggi ospiti di terzi, chiedono soltanto la messa in sicurezza dell’edificio e il rientro nelle proprie abitazioni“, dichiara l’avvocato Luigi Doronzo.
In assenza di interventi immediati, i legali annunciano di essere pronti a depositare nei prossimi giorni le azioni giudiziarie già predisposte, con l’obiettivo di tutelare l’incolumità e il diritto all’abitazione dei residenti. Una vicenda che, a oltre quaranta giorni dallo sgombero, resta dunque ancora aperta. Le famiglie attendono gli interventi necessari per eliminare le condizioni di rischio e poter finalmente rientrare nelle proprie abitazioni.
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