POZZUOLI| Paziente in ambulanza bloccato al porto, la Guardia Costiera chiarisce: “Sicurezza prioritaria”

Doveva rientrare a casa, a Procida, dopo un intervento chirurgico effettuato in terraferma, ma al porto di Pozzuoli si è trovato davanti a uno stop inatteso. Protagonista della vicenda, avvenuta lo scorso 7 febbraio, è Lorenzo Beaumont, cittadino procidano, che stava viaggiando a bordo di un’ambulanza.
Secondo il suo racconto, il traghetto previsto non avrebbe consentito l’imbarco alle condizioni richieste. Non essendo disponibile un sistema per il trasferimento in barella sul ponte passeggeri, al paziente sarebbe stato chiesto di lasciare l’ambulanza e raggiungere il salone passeggeri salendo le scale.
Una soluzione ritenuta impraticabile dall’uomo, ancora convalescente e con due cateteri applicati. La permanenza all’interno dell’ambulanza nel garage non sarebbe stata autorizzata per motivi di sicurezza. Beaumont è stato così costretto ad attendere la corsa successiva, riuscendo poi a imbarcarsi con un’altra compagnia.
La posizione della Guardia Costiera
Sulla vicenda è intervenuto il comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo – Guardia Costiera di Pozzuoli, Agostino Galati, che ha chiarito la posizione dell’autorità marittima: “Il personale, una volta informato, si è recato in banchina per effettuare gli accertamenti di competenza e garantire il rispetto delle procedure di safety”.
Tuttavia, ha precisato il comandante, che la Guardia Costiera: “Non ha il compito di mediare tra le parti, ma di vigilare sull’applicazione delle norme vigenti. La responsabilità della sicurezza durante la navigazione ricade sul comandante della nave, cui spetta l’applicazione delle procedure di bordo.
In particolare, per ragioni di sicurezza, la permanenza di persone all’interno dei veicoli o nel ponte garage durante il viaggio non è generalmente consentita, in quanto può interferire con la gestione delle emergenze e le vie di evacuazione.”
È stato inoltre evidenziato che, al momento dei controlli: “Il paziente non risultava collegato a ossigeno o a macchinari salvavita dell’ambulanza, circostanza ritenuta rilevante ai fini dell’assistenza negli spazi passeggeri. La necessità di permanere nel mezzo non sarebbe stata comunicata in fase di acquisto del titolo di viaggio, successivamente rimborsato.
L’unità navale, ha aggiunto infine il comandante: “Dispone di dotazioni per persone a mobilità ridotta e il personale di bordo si era dichiarato disponibile a prestare assistenza per il trasferimento del passeggero negli spazi dedicati, nel rispetto delle prescrizioni di sicurezza”.
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