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25/04/2026

POZZUOLI| Polemica sul progetto droni: il “Pitagora” respinge le accuse di “educazione bellica”

By redazione

Dopo la presa di posizione dell’associazione ARES in risposta alle accuse mosse da Potere al Popolo Pozzuoli, arriva ora anche la replica ufficiale della comunità scolastica dell’I.S. “Pitagora”, che interviene per chiarire ulteriormente natura e finalità del progetto PCTO al centro delle polemiche.

Il dibattito era nato dalla denuncia del movimento politico, che aveva parlato di una presunta “educazione bellica” legata al percorso di formazione sul pilotaggio dei droni, inserito nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro. Accuse che sia l’associazione ARES sia ora la scuola respingono con decisione.

La replica dell’istituto Pitagora

Nella nota ufficiale, l’istituto afferma: “la comunità scolastica ritiene doveroso intervenire per ristabilire il senso e il valore educativo di un percorso che è stato rappresentato in modo profondamente distorto”.

La scuola chiarisce innanzitutto il contesto del progetto: “il progetto rientra all’interno della cornice del GOL, il Programma nazionale Garanzia Occupabilità Lavoratori in collaborazione con le istituzioni scolastiche voluto dalla Regione Campania, per il conseguimento delle competenze digitali di base”.

Sul significato dell’acronimo ARES viene specificato che “è riferito semplicemente all’ente di formazione che sta per ‘Associazione ricerca e sviluppo’, nulla a che vedere con iniziative militari come evocativamente riportato; il luogo in cui si svolgono le lezioni è il parco ‘San Lise’, ex base NATO, oggi sede di aziende senza alcun legame con attività militari”.

Droni e certificazioni: “percorso civile e normato”

Riguardo ai contenuti del corso, la scuola spiega che “il corso, fra i diversi contenuti proposti, permetterà il rilascio di un patentino A1/A2 dopo il superamento di un esame, la cui preparazione non è a cura di nessun esperto militare”.

Viene inoltre sottolineato come l’interpretazione del progetto come forma di militarizzazione sia, secondo l’istituto, errata: “definire un progetto formativo dedicato all’acquisizione di competenze nel pilotaggio dei droni come un esempio di ‘militarizzazione della scuola’ significa proporre una lettura ideologica che non corrisponde alla realtà del lavoro svolto con gli studenti”.

“La scuola educa e forma spirito critico”

Ampio spazio nella nota anche alla visione educativa generale dell’istituto: “conoscere una tecnologia non significa aderire a ogni suo possibile utilizzo. Studiare informatica non significa fare guerra informatica. Studiare chimica non significa produrre armi chimiche. Studiare elettronica non significa costruire sistemi offensivi”.

E ancora: “formarsi sull’uso dei droni non significa educare alla guerra, dal momento che il loro utilizzo è potenzialmente applicabile a qualsiasi sfera lavorativa, dal cinema al genio civile, dalle attività di primo soccorso a quelle legate all’ambito sportivo”. La scuola ribadisce il proprio ruolo: “la scuola non addestra: educa. Non indottrina: forma spirito critico. Non normalizza la guerra: insegna a comprendere la complessità del presente”.

In conclusione, l’I.S. Pitagora difende il valore dei percorsi PCTO e respinge quelle che definisce interpretazioni ideologiche: “respingeremo sempre l’idea di una scuola subordinata a logiche estranee alla sua missione educativa, ma respingiamo con altrettanta fermezza narrazioni che screditano percorsi pensati per offrire opportunità e futuro agli studenti”.

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