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14/05/2026

POZZUOLI| Rifiuti speciali abbandonati in un terreno a Licola: nei guai una società che lavora per il Comune

By redazione

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Immagine di repertorio

Un cumulo di rifiuti speciali abbandonato tra via Ariete e il quartiere Licola ha fatto scattare un’operazione della Polizia Municipale di Pozzuoli, guidata dal comandante Fabio Felice De Silva. L’intervento, eseguito nell’ambito delle attività di contrasto ai reati ambientali, si è concluso con il sequestro preventivo di un’area di circa 28 metri quadrati e con la denuncia del responsabile territoriale di una nota società di costruzioni.

Il ritrovamento dei rifiuti durante i controlli

Durante un normale controllo del territorio, gli agenti della squadra di Polizia ecologica hanno individuato un ingente quantitativo di scarti edili abbandonati direttamente sul terreno. Tra i materiali rinvenuti c’erano asfalto, brecciolino e tubi corrugati, tutti accumulati senza alcuna protezione o isolamento dal suolo e quindi esposti agli agenti atmosferici.

L’area interessata, secondo quanto emerso dagli accertamenti, appartiene sia al Comune di Pozzuoli sia alla Parrocchia S. Massimo M. e S. Maria Goretti. Fin dai primi rilievi, gli investigatori hanno ipotizzato che quei materiali provenissero da lavori di scavo stradale eseguiti da imprese impegnate in opere pubbliche sul territorio.

Le verifiche degli agenti e il sequestro dell’area

Proseguendo le indagini, gli agenti hanno individuato nelle vicinanze mezzi d’opera e cantieri riconducibili ad una nota società concessionaria di lavori pubblici nel Comune di Pozzuoli. Nonostante la compatibilità dei materiali con le attività svolte dalla ditta, la Polizia Municipale ha escluso che si trattasse di un deposito temporaneo regolare.

Tra gli elementi ritenuti decisivi ci sarebbero la distanza di circa 300 metri dal cantiere più vicino, la mancanza di autorizzazioni per utilizzare quell’area e lo stato di conservazione dei materiali, considerato incompatibile con un eventuale riutilizzo come sottoprodotti.

Gli accertamenti hanno infine portato all’identificazione del responsabile territoriale e procuratore speciale dell’azienda, che si è assunto la responsabilità degli illeciti contestati. Al termine delle operazioni sono quindi scattati i sigilli sull’area e sui rifiuti presenti, con l’obiettivo di impedire ulteriori violazioni. Le accuse ipotizzate riguardano la gestione illecita di rifiuti e l’invasione di terreni o edifici.

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