POZZUOLI| Sgomberata l’occupazione del Virgilio: “Un affronto alla libertà di protesta”

L’occupazione dell’Istituto Virgilio di Pozzuoli si è conclusa con lo sgombero da parte delle forze dell’ordine. Il Collettivo Autorganizzato Virgilio e la platea studentesca dell’istituto denunciato il blitz “un affronto gravissimo alla libertà di sciopero, di agibilità politica e di espressione del dissenso”.
Secondo quanto riferito dagli studenti, gli agenti sarebbero entrati nell’edificio senza un preventivo confronto con gli occupanti, interrompendo bruscamente l’esperienza di autogestione. Il collettivo contesta inoltre il ricorso ad agenti della DIGOS in borghese. Le Forze dell’Ordine – denuncia il Collettivo Autorganizzato Virgilio – “sono penetrate all’interno dell’edificio all’insaputa di noi studenti, spazzando via ogni possibilità di confronto e dialogo”.
Il racconto
“La scuola è stata custodita, pulita e mantenuta in uno stato perfetto da tutta la comunità studentesca. Rifiutiamo con forza ogni narrazione di devastazione: la nostra è stata un’esperienza di responsabilizzazione collettiva e autogestione. A fronte della nostra totale disponibilità al dialogo, organizzazione di dibattiti e momenti di formazione politica alternativi alla didattica verticale, la sola risposta delle istituzioni è stata la pura repressione.
Mentre nel resto del territorio flegreo altri dirigenti scolastici hanno saputo ascoltare e mediare, la nostra Dirigenza ha scelto la linea dura: far entrare nella scuola agenti della DIGOS in borghese per intimidire e minacciare studenti, per la maggior parte minorenni”.
La denuncia
Gli studenti denunciano:“Ricordiamo alla Dirigenza e alle forze repressive che l’autorità non autorizza la prepotenza. Denunciamo precise responsabilità: Violazione del Diritto di Protesta e Manifestazione (Artt. 17 e 21 Cost.): soffocare una mobilitazione pacifica attraverso l’intimidazione poliziesca è un atto costituzionalmente illegittimo.
Abuso dei mezzi di correzione (Art. 571 c.p.): il ricorso alle minacce delle forze dell’ordine contro i propri studenti travalica e perverte qualsiasi funzione educativa e pedagogica. Violazione dei doveri di tutela sui minori (Art. 323 c.p. e D.Lgs. 297/94): permettere l’ingresso di agenti in borghese per terrorizzare minori con la minaccia di denunce viola l’obbligo formale di protezione e tutela spettante alla scuola”.
La rottura
Gli studenti dichiarano finito il rapporto di fiducia con la Dirigenza scolastica. “Nessun patto con chi reprime: da oggi il rapporto di fiducia tra la componente studentesca e la Dirigenza scolastica è irrimediabilmente compromesso. La fiducia e l’autorevolezza non si impongono con i gradi delle forze dell’ordine, si costruiscono con il rispetto.
Se la Dirigenza e gli apparati repressivi pensano che uno sgombero e un blitz di polizia possano cancellare le ragioni della nostra lotta, si sbagliano di grosso. Hanno solo dimostrato la loro debolezza e l’incapacità di rispondere alle nostre rivendicazioni sul territorio, sul carovita e sul diritto allo studio. La lotta continua nelle piazze e nelle scuole”.