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14/08/2026

Venezia fu salvata dallo Stato ed ebbe il MOSE: Pozzuoli e i Campi Flegrei cosa devono aspettare?

By redazione

Nel 1966 Venezia fu colpita da una delle più gravi alluvioni della sua storia. Pochi anni dopo, nel 1973, lo Stato approvò una legge speciale che riconobbe la salvaguardia della città come un problema di preminente interesse nazionale.

Da quella scelta è nata una politica di interventi straordinari durata decenni, fino al MOSE, un’opera imponente che ha richiesto investimenti superiori ai 6 miliardi di euro. Una scelta politica certamente discutibile per costi, tempi e modalità ma che porta con sé un dato difficilmente contestabile: Venezia non è stata lasciata sola ad affrontare il proprio rischio.

E allora la domanda è inevitabile: perché lo stesso principio non dovrebbe valere per Pozzuoli ed i Campi Flegrei?

Qui non parliamo di un’emergenza occasionale ma di un territorio sottoposto da anni a un fenomeno complesso come il bradisismo. Un’area nella quale vivono centinaia di migliaia di persone e dove si concentra un patrimonio archeologico, storico, artistico e naturalistico di valore straordinario.

Eppure, troppo spesso, la discussione sembra concentrarsi sull’emergenza del momento. Dalle strade da chiudere, agli edifici da verificare, alle persone da assistere, alle strutture da mettere in sicurezza dopo una scossa.

Tutto necessario, certamente. Ma non può bastare.

La vera sfida dovrebbe essere quella di costruire una strategia nazionale di lungo periodo. Un piano capace di intervenire sulla vulnerabilità degli edifici, sulle infrastrutture, sulla viabilità, sui trasporti, sulle vie di fuga e sulla sicurezza del patrimonio storico e archeologico. Un programma finanziato e programmato nel tempo, non condizionato dall’emergenza del momento.

Venezia ha dimostrato che lo Stato può assumersi una responsabilità diretta quando ritiene che la sicurezza e la salvaguardia di un territorio rappresentino un interesse nazionale.

Perché non dovrebbe essere così anche per Pozzuoli e per i Campi Flegrei?

Non si tratta di chiedere privilegi o trattamenti di favore. Si tratta di riconoscere una realtà. Qui non è in gioco soltanto la sicurezza di una singola città ma quella di un territorio strategico per l’intero Paese.

Pozzuoli e i Campi Flegrei meritano rispetto. Meritano risorse, programmazione e soprattutto una visione che guardi oltre la prossima emergenza.

Perché aspettare che accada qualcosa per intervenire significa continuare a inseguire il rischio.

La vera responsabilità dello Stato è prevenirlo.

E forse è arrivato il momento di chiedersi seriamente se, per Pozzuoli ed i Campi Flegrei, non sia necessaria una scelta nazionale come quella fatta per Venezia.

Gennaro Volpe