*Riceviamo e pubblichiamo
“I parroci di Pozzuoli e la Caritas Diocesana di Pozzuoli lanciano un appello ai proprietari di appartamenti privati dell’area flegrea e dei comuni fuori dalla “Zona Rossa”, affinché, in questo momento di grave emergenza, prevalgano la solidarietà e il senso di responsabilità. Dopo un incontro con il nostro vescovo, monsignor Carlo Villano, e a una settimana dagli eventi sismici del 31 luglio e del 1° agosto, riteniamo opportuno rivolgere un appello a tutti i nostri concittadini.
Nel momento in cui scriviamo – sabato 8 agosto -, sono circa 2 mila le persone evacuate dal centro di Pozzuoli e dalle zone maggiormente colpite dal terremoto. Sono 125 gli edifici dichiarati inagibili, così come risultano inagibili quasi tutte le scuole e le nostre parrocchie. In questa situazione, i danni materiali e immateriali sono ancora incalcolabili. Le istituzioni, nonostante le difficoltà, stanno provando a dare una risposta a chi è rimasto senza casa.
I nuclei familiari possono accedere al CAS, il Contributo per l’Autonoma Sistemazione, per affrontare la situazione abitativa. Finora sono stati 780 i nuclei familiari che hanno chiesto il contributo per un totale di 2033 persone. Ma, nonostante questo momento tragico, stiamo assistendo a una speculazione che riteniamo inaccettabile. Noi parroci – insieme a padre Giuseppe Carulli, direttore della Caritas diocesana – abbiamo purtroppo constatato che molti proprietari di immobili nell’area flegrea e nei comuni esterni alla “Zona Rossa” stanno aumentando vertiginosamente i canoni di locazione, proprio mentre centinaia di famiglie sono costrette a cercare una nuova sistemazione.
Come comunità cristiana, facciamo appello alla coscienza di ciascuno e ai valori del Vangelo che da sempre guidano il nostro essere accanto agli ultimi e ai più fragili. La casa non può diventare uno strumento per approfittare della paura e della necessità di chi, senza averlo scelto, si trova oggi a dover ricominciare altrove. La tradizione cristiana ci richiama alla carità, alla fraternità e alla giustizia, ricordandoci che il bene di ciascuno è legato al bene della comunità. In un tempo di prova, la solidarietà non è soltanto un gesto di generosità, ma una responsabilità che interpella tutti.
Chiediamo che venga attivata una vera e propria rete di solidarietà e di responsabilità, affinché nessuno approfitti della difficoltà e della fragilità di chi, in queste ore, è stato costretto a lasciare la propria casa. Noi parroci, in unità con il nostro vescovo Carlo Villano, stiamo seguendo con attenzione l’evolversi della situazione sismica e mettendo a disposizione le nostre risorse a favore della popolazione. Abbiamo le nostre chiese danneggiate, ma continueremo a stare accanto alle nostre comunità e, in modo particolare, alle persone e alle famiglie più fragili”.