POZZUOLI| Nuova delega alla consigliera D’Amico, Volpe incalza: “Cosa è cambiato dalle dimissioni di agosto 2025?”

A oltre un anno di distanza dalle dimissioni, la consigliera di Pozzuoli Manuela D’Amico riceve una nuova delega come membro Commissione Regolamenti dal sindaco Gigi Manzoni. Al centro del dibattito le sue parole pronunciate nell’agosto 2025 sul rapporto di fiducia con il gruppo di appartenenza e con il primo cittadino “dichiarato pubblicamente inesistente”.
“Cosa è cambiato consigliera D’Amico? – si domanda il consigliere d’opposizione Riccardo Volpe – la politica ha bisogno di memoria. Soprattutto quando le parole utilizzate sono state nette, pubbliche e inequivocabili. Nell’agosto del 2025 la Consigliera comunale Manuela D’Amico rassegnava le proprie dimissioni dall’incarico ricevuto dal Sindaco con un intervento dai toni molto forti.
In un intervento in Consiglio Comunale diceva di “non aver ricevuto alcun segnale di tutela dal Gruppo al quale appartengo”, e soprattutto, dichiarava che “per rispetto della mia persona e del mio ruolo” presentava le dimissioni “non ritenendo più sussistente quel rapporto di fiducia”. Parole pesanti. Legittime, certamente. Ma proprio per questo politicamente impegnative.
Oggi, a poco più di un anno di distanza, Manuela D’Amico riceve nuovamente una delega dal Sindaco Luigi Manzoni. E allora la domanda è semplicissima: cosa è cambiato? Cosa è accaduto perché quel rapporto di fiducia, dichiarato pubblicamente inesistente, sia improvvisamente tornato a esistere?”.
Le critiche
“Quale sia stato il percorso politico che ha determinato questa riconciliazione e se vi siano stati accordi sugli assetti della maggioranza – si chiede Volpe – perché la politica non può funzionare così: un giorno si pronunciano parole definitive e il giorno dopo si torna esattamente al punto di partenza senza spiegare nulla ai cittadini.
Io, nel bene e nel male, quando ho assunto decisioni politiche le ho prese a viso aperto, spiegandole pubblicamente e assumendomene fino in fondo la responsabilità. Anche quando sarebbe stato molto più comodo fare diversamente. Ed è questo che chiedo oggi alla Consigliera D’Amico: schiena dritta e chiarezza. Dica pubblicamente cosa è cambiato rispetto all’agosto 2025. Dica perché oggi ritiene nuovamente esistente quel rapporto di fiducia che allora dichiarava concluso. Dica su quali basi politiche ha accettato di nuovo una delega dal Sindaco”.
Un altro tema riguarda il significato degli incarichi all’interno dell’amministrazione comunale. “Gli incarichi istituzionali non possono essere utilizzati come strumenti per ricomporre equilibri politici interni. Devono servire alla città. Per questo, prima ancora dei nomi e delle caselle, bisognerebbe discutere dei risultati. Quali proposte per Pozzuoli ha prodotto in questi anni la Consigliera D’Amico? Quali battaglie amministrative ha portato avanti? Quali atti, iniziative e risultati possono giustificare oggi un ulteriore incarico di responsabilità?
Sulla presunta carica di Presidenza della Commissione Regolamenti: “Se, come si vocifera, alla nuova delega dovesse aggiungersi anche la Presidenza della Commissione Regolamenti, la questione diventerebbe ancora più seria. Parliamo di una delle Commissioni più delicate del Consiglio comunale, chiamata a intervenire sulle regole che disciplinano il funzionamento dell’Ente e della vita istituzionale. Non può diventare un’altra casella da assegnare per tenere insieme una maggioranza”.
Il contesto
La nuova delega arriva in un momento delicato per Pozzuoli. “Ci sono famiglie fuori casa, attività economiche in difficoltà, quartieri che aspettano risposte, problemi enormi da affrontare. La città non ha bisogno di deleghe utilizzate come strumenti di pacificazione politica. Ha bisogno di persone che producano atti, proposte, soluzioni e risultati“.
Volpe conclude: “Non mi interessa assistere all’ennesimo rimescolamento degli incarichi. Mi interessa sapere una cosa molto più semplice: Consigliera D’Amico, cosa è cambiato dall’agosto 2025 a oggi? Perché quando si dichiara pubblicamente concluso un rapporto di fiducia e, un anno dopo, si torna ad accettare un incarico dalla stessa persona, una spiegazione non è una cortesia, è un dovere politico verso la città”.
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