Dopo il finanziamento annunciato di 12 milioni di euro per mettere in sicurezza tre scuole pubbliche a Bacoli, i cantieri non sono mai partiti. Anzi, mancano ancora i progetti e una ditta incaricata. Una situazione che il Comune di Bacoli non è più disposto ad accettare.
Il sindaco Josi Della Ragione ha scritto con urgenza al Commissario di Governo per l’emergenza bradisismo, chiedendo che il Comune si assuma direttamente la responsabilità degli interventi, diventando soggetto attuatore delle opere.
“Ci siamo stancati – dichiara il sindaco – fate fare a noi i lavori alle scuole. Se ancora non siete in grado di far partire i cantieri per rendere più sicure le scuole pubbliche della nostra città, allora noi non possiamo più attendere“.
La richiesta del Comune
“Il Comune di Bacoli – continua il sindaco – è pronto ad assumersi la responsabilità di diventare soggetto attuatore. Hanno detto che sono stati stanziati 12 milioni di euro, per tre scuole. Avete visto partite qualche lavoro? Zero. Ma la situazione è ancora più paradossale. Non ci sono neanche i progetti, non c’è una ditta incaricata. Si brancola nel buio più assoluto”.
La disponibilità dell’amministrazione comunale è immediata: seguire l’intero percorso, dalla progettazione all’esecuzione dei lavori, fino al collaudo delle opere necessarie a ridurre la vulnerabilità sismica degli edifici scolastici. “È davvero incredibile il ritardo accumulato per opere così importanti.
Per questo, come sindaco della città, ho manifestato piena ed immediata disponibilità per seguire noi la fase di progettazione e di lavori. Fino al collaudo delle opere per diminuire la vulnerabilità sismica.
I ritardi
“Parliamo di un finanziamento complessivo annunciato di 12 milioni di euro, non spesi. Ed è una lentezza pachidermica che mal si concilia con una crisi bradisismica tutt’ora in corso. Abbiamo già bambini in scuole diverse dalla propria. E per i prossimi anni rischiamo che vada ancora peggio.
Non se ne può più. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, subito. Commissario e governo – conclude Della Ragione – ci rispondano e ci consentano di dare risposte ai cittadini“.