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02/09/2026

Bradisismo, il vulcanologo Luongo lancia l’allarme: “Serve lo stato di emergenza per mettere in sicurezza il territorio”

By redazione

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Torna ad accendersi il dibattito sul futuro dei Campi Flegrei e, in particolare, sulla necessità di dichiarare lo stato di emergenza per affrontare gli effetti del bradisismo. A intervenire è Giuseppe Luongo, vulcanologo ed ex direttore dell’Osservatorio Vesuviano, che pone una serie di interrogativi sul percorso intrapreso dalle istituzioni e sulla gestione della crisi nell’area flegrea.

Per Luongo, stato di emergenza e legge speciale non rappresentano due strade alternative, ma due strumenti che possono e devono procedere insieme. “L’applicazione della legge speciale è per il futuro – spiega Luongo – e serve a capire come dovrà essere la città di Pozzuoli da qui a 10, 20, 30 o 40 anni“. Un ragionamento che guarda quindi alla trasformazione del territorio nel lungo periodo, tenendo conto della particolare situazione vulcanica e bradisismica dei Campi Flegrei.

“Lo stato di emergenza serve a mettere in sicurezza il territorio”

Secondo il vulcanologo, però, non bisogna contrapporre questo percorso alla richiesta dello stato di emergenza. “Non vanno in conflitto legge speciale e stato di emergenza“, sottolinea Luongo. La dichiarazione dello stato di emergenza, a suo giudizio, rappresenterebbe infatti la prima fase di un percorso molto più lungo, finalizzato innanzitutto alla messa in sicurezza del territorio già costruito.

La dichiarazione dello stato di emergenza serve per rimettere in sicurezza tutto il territorio costruito“, afferma. Un intervento che, secondo Luongo, non dovrebbe limitarsi alla gestione dell’emergenza nell’immediato, ma dovrebbe tenere conto anche del patrimonio storico e urbanistico dei Campi Flegrei. “La storia del territorio va conservata“, aggiunge.

I dubbi sulle scelte delle istituzioni

Da qui le domande rivolte alle istituzioni. Luongo si interroga sulla decisione della Regione Campania di votare contro l’ipotesi dello stato di emergenza, chiedendo quali siano le motivazioni alla base di quella posizione. “Perché la Regione Campania ha votato contro l’ipotesi dello stato di emergenza? Perché ci sarebbe un’intromissione del potere centrale? Perché fa pensare male? Perché potrebbe aver ridotto il loro potere?“, domanda il vulcanologo.

Interrogativi che Luongo estende anche al Comune di Pozzuoli e alla posizione dell’amministrazione sulla richiesta dello stato di emergenza. “Il sindaco perché non ha sostenuto la dichiarazione dello stato di emergenza?“, chiede. Secondo Luongo, sostenere che sia preferibile attendere la legge speciale rischia di lasciare la popolazione in una situazione di incertezza per un periodo troppo lungo. “La legge speciale verrà fuori più in là, quindi la gente sarà per lungo tempo in mezzo al guado“, sostiene.

“Lo stato di emergenza è la prima parte di un percorso lungo”

Nel suo intervento, Luongo pone interrogativi anche sul ruolo di Napoli e sulla possibilità che altri interessi e programmi incidano sulle scelte relative alla legge speciale per i Campi Flegrei. “Perché il Comune di Napoli non vuole la legge speciale? Sarà perché devono lavorare a Bagnoli e realizzare la Coppa America? Questa è una domanda e vorremmo che i responsabili dicessero qualcosa“, afferma.

Domande alle quali, secondo il vulcanologo, dovrebbero seguire risposte chiare da parte dei soggetti istituzionali coinvolti. E soprattutto, avverte Luongo, non bisogna creare false aspettative sui tempi. “Quanto tempo occorrerà per modificare i decreti? Non bisogna illudere“, sottolinea. “Lo stato di emergenza è la prima parte di un percorso lungo che si realizza con la legge speciale“, conclude.