Bradisismo, terremoti raddoppiati in un mese: temperature delle fumarole in aumento

Nel mese di aprile 2026, ai Campi Flegrei, sono stati registrati 315 terremoti. L’evento più energetico è stato registrato l’8 aprile 2026 alle ore 15:48 con magnitudo di 3.4. La sismicità torna ad aumentare (lo scorso mese erano stati registrati 178 terremoti n.d.r.). 37 degli eventi registrati (Md≥0.0±0.3) sono avvenuti nel corso di due sciami sismici. Sono i dati del bollettino mensile di aprile dell’Osservatorio Vesuviano.
203 terremoti localizzati sono avvenuti prevalentemente tra Pozzuoli, Agnano, l’area Solfatara-Pisciarelli, Bagnoli e il Golfo di Pozzuoli, con profondità concentrate prevalentemente nei primi 3 km e profondità massima di circa 4 km.
105 terremoti (33.33%) con magnitudo minore di 0; 138 terremoti (43.81%) con magnitudo compresa tra 0 e 1; 20 (6.35%) con magnitudo compresa tra 1 e 2; 5 terremoti (1.59%) con magnitudo compresa tra 2 e 3; 2 (0.63%) con magnitudo maggiore di 3; e 45 (14.29%) non sono stati definiti.
Sollevamento del suolo
Dal 2025 la velocità massima di sollevamento del suolo è stata caratterizzata da variazioni. I dati successivi allo sciame sismico del 15-19 febbraio 2025 hanno evidenziato un aumento della velocità di sollevamento del suolo, con un valore medio mensile di circa 30±3 mm/mese (3 cm n.d.r.) fino alla fine di marzo.
Dagli inizi di aprile si è continuato a registrare un sollevamento del suolo con valore medio mensile di circa 15±3 mm/mese (1,5 cm n.d.r). A partire dal 10 ottobre 2025 si è registrato un aumento della velocità di sollevamento del suolo, con un valore medio mensile di sollevamento di circa 25±3 mm/mese (2,5 cm n.d.r).
Dalla metà di dicembre 2025 si è registrata una diminuzione della velocità di sollevamento del suolo, con un valore medio di velocità mensile di circa 15±3 mm/mese. Dagli inizi di febbraio 2026 si registra un’ulteriore diminuzione della velocità di sollevamento del suolo, con un valore medio di velocità mensile di circa 10±3 mm/mese (1 cm n.d.r.).
Il sollevamento totale registrato alla stazione GNSS di RITE è di circa 164.5 cm da novembre 2005, inizio dell’attuale fase di unrest e di circa 26.5 cm da gennaio 2025 (a marzo era di circa 25.5 cm da gennaio 2025 n.d.r.).
Dai dati mareografici registrati dalla stazione di Pozzuoli Porto si evince un sollevamento dell’area di circa 123.7 cm nel periodo gennaio 2016 – aprile 2026 (lo scorso mese era di circa 122.7 cm n.d.r.). Dal 2006 a oggi, alla stazione mareografica di Pozzuoli Porto si registra un sollevamento del suolo di circa 156.2 cm.
Termografica
Le serie temporali delle temperature massime superficiali acquisite dalla rete permanente di telecamere TIR mostrano alla Solfatara e nell’area di Pisciarelli un aumento dei valori (di maggiore entità a Pisciarelli) seguito da una diminuzione accompagnata da sensibili oscillazioni.
Nell’area di Agnano-via Antiniana si osserva nei primi giorni del mese un lieve aumento delle temperature massime superficiali (~5°C), seguito da una sostanziale stabilità con sensibili oscillazioni positive.
Geochimica
I campioni del mese di aprile 2026 evidenziano variazioni della concentrazione di CO e della temperatura stimata (~255 °C), in accordo con il suddetto trend d’aumento di lungo termine. I valori di flusso stimati sulle misure mensili della sola area target interna alla Solfatara ad aprile 2026 indicano un valore di ~ 1300 t/d (mentre il mese scorso era di ~ 1200 t/d).
La fumarola BG che presenta la temperatura più elevata è di ~173 °C (come lo scorso mese n.d.r.). Questa stazione acquisisce anche la temperatura nel sito di misura della vecchia stazione FLXOV5, che mostra un valore medio di circa 171 °C.
Il flusso di CO2 dal suolo misurato dalla stazione FLXOV8, così come la concentrazione di CO2 in aria, nel mese di aprile 2026 hanno mostrato un lieve aumento dei valori rispetto ai periodi precedenti. Negli ultimi mesi, la concentrazione di CO2 misurata in aria ha mostrato un lieve trend d’aumento, nel mese di aprile 2026, è stato misurato un valore medio di ~5000 ppm (come lo scorso mese n.d.r.).
Sulla base dell’attuale quadro dell’attività vulcanica sopra delineato, non si evidenziano elementi tali da suggerire significative evoluzioni a breve termine. Il monitoraggio dell’area flegrea permane al livello di allerta “giallo”.
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