Campi Flegrei, +Europa Pozzuoli aderisce alla manifestazione a Roma: “Risposte concrete e ricostruzione sicura”

+Europa Pozzuoli raccoglie l’appello lanciato per la mobilitazione dell’8 ottobre a Roma e sceglie di essere al fianco dei cittadini dei Campi Flegrei nella richiesta di risposte concrete dopo la forte scossa del 31 luglio. Una partecipazione convinta sulle principali rivendicazioni avanzate dal territorio: sistemazioni dignitose per gli sfollati, sicurezza degli edifici, sostegno alle attività economiche e ai lavoratori, tutela delle persone più fragili e garanzia dei servizi pubblici.
La critica sulla gestione dell’emergenza
Un’adesione che, tuttavia, non cancella alcune differenze nella lettura politica di quanto accaduto negli ultimi due mesi. “È giusto portare fino a Roma la voce di un territorio che non può più aspettare – è la posizione di +Europa Pozzuoli – ma le responsabilità sono diffuse anche sul piano locale. In questi mesi abbiamo denunciato anche ritardi, disorganizzazione e difficoltà nella gestione dell’emergenza da parte del Comune di Pozzuoli.
Non possiamo chiedere rapidità a Roma e contemporaneamente ignorare quello che non ha funzionato sul nostro territorio. Noi abbiamo proposto in Consiglio Comunale la requisizione degli immobili sfitti e l’utilizzo delle casette sui lidi, che sono di proprietà del Comune di Pozzuoli”.
La proposta: demolire e ricostruire
Per +Europa, infatti, la crisi aperta dal bradisismo deve rappresentare anche l’occasione per affrontare definitivamente uno dei problemi strutturali dei Campi Flegrei: la vulnerabilità di una parte consistente del patrimonio edilizio. La posizione è quella di andare oltre la logica delle continue riparazioni degli immobili maggiormente compromessi, prevedendo, laddove tecnicamente necessario, l’abbattimento e la ricostruzione in loco degli edifici, garantendo ai cittadini la possibilità di restare nei quartieri nei quali hanno costruito la propria vita.
“Non possiamo pensare di affrontare una crisi di questa portata limitandoci a riparare all’infinito edifici vulnerabili. Per gli immobili che presentano criticità tali da renderlo necessario bisogna avere il coraggio di prevedere demolizione e ricostruzione nello stesso luogo, realizzando edifici moderni e antisismici. La sicurezza deve diventare un investimento strutturale sul futuro dei Campi Flegrei”.
Stato di emergenza e nuovo decreto
Ricostruire, dunque, senza trasformare l’emergenza in un processo di progressivo spopolamento delle aree maggiormente interessate dal bradisismo. Resta poi il tema dei tempi. +Europa ricorda di aver sostenuto, nelle settimane successive al 31 luglio, la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, ritenendola uno strumento in grado di mettere più rapidamente a disposizione procedure e poteri straordinari.
Oggi, invece, il Governo ha annunciato un nuovo decreto dedicato ai Campi Flegrei, con i conseguenti tempi necessari per la definizione e l’attuazione delle misure. “Ogni provvedimento che porterà risorse e soluzioni sarà valutato nel merito e senza pregiudizi. Ma mentre le istituzioni discutono degli strumenti normativi, ci sono migliaia di persone che aspettano risposte sulla propria casa, commercianti che devono decidere se continuare la propria attività e famiglie che da settimane vivono nell’incertezza”.
“Saremo al fianco dei cittadini perché le esigenze del territorio vengono prima delle appartenenze politiche. Ma vogliamo anche guardare oltre l’emergenza: non possiamo limitarci a rendere nuovamente abitabili le case danneggiate. Dobbiamo costruire le condizioni perché chi vive nei Campi Flegrei possa continuare a farlo, nella propria città e nel proprio quartiere, ma in edifici finalmente sicuri e antisismici”.
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