Funerali del piccolo Domenico, Sal Da Vinci rinvia la festa: “Il bimbo prima di tutto”

Oggi, mercoledì 4 marzo, a Napoli è il momento del cordoglio. Al Duomo di Nola, dalle ore 15, si celebrano i funerali del piccolo Domenico Caliendo, scomparso all’età di due anni all’ospedale Monaldi di Napoli, a seguito del trapianto sbagliato di un cuore “bruciato”.
Le esequie saranno officiate dal cardinale Mimmo Battaglia, alla presenza della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La camera ardente ha avuto inizio alle ore 11, in attesa del feretro c’era il sindaco di Nola, Andrea Ruggieri. Sulla bara bianca di Domenico, portata in spalla da papà Antonio, c’è la sua foto con un peluche. Migliaia le persone che in queste ore stanno entrando nel Duomo per dare l’ultimo saluto al piccolo.
Sal Da Vinci rimanda la festa
La tragedia ha profondamente scosso tutta la Campania, e non solo. Anche Sal Da Vinci, vincitore del Festival di Sanremo 2026 con il brano “Per sempre sì”, si stringe attorno al dolore della famiglia, e ha deciso di rimandare la festa prevista per oggi, mercoledì 4 marzo 2026, a Napoli per celebrare la vittoria dopo 50 anni di carriera.
Un gesto che molti hanno letto come una scelta di grande sensibilità. In un momento in cui Napoli si preparava a celebrare uno dei suoi artisti più amati, il cantante ha preferito fare un passo indietro per lasciare spazio al silenzio e al rispetto.
L’annuncio del deputato Borrelli
La conferma è arrivata tramite i social del deputato Avs, Francesco Emilio Borrelli, che ha pubblicato uno scambio di messaggi con un cittadino preoccupato per la sovrapposizione tra celebrazioni e funerali. La risposta del cantante è arrivata subito: “Il bimbo prima di tutto”.
“Ho ricevuto il messaggio di un cittadino preoccupato per la coincidenza tra l’evento celebrativo e l’ultimo saluto al piccolo Domenico – dichiara il deputato di Avs Francesco Emilio Borrelli – la risposta di Sal è stata immediata e chiara: ‘Il bimbo prima di tutto’. In questi giorni non c’è spazio per la festa, ma per il silenzio e la vicinanza a una famiglia distrutta dal dolore”.
“È un gesto di grande umanità – prosegue Borrelli – che dimostra sensibilità e rispetto. Anteporre il dolore di una comunità a un momento di celebrazione personale significa dare valore alla vita e alla memoria di un bambino che ci ha lasciati troppo presto. Scelte come questa fanno la differenza e meritano riconoscenza”.
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