Terremoto a Pozzuoli, oltre 3.500 sfollati: “Servono alloggi temporanei, canone concordato e case pubbliche”

Cresce l’emergenza sfollati a Pozzuoli: si è arrivati a oltre 3.500 dal terremoto del 31 luglio a oggi. Il movimento cittadino “Pozzuoli esiste ancora” teme che gli attuali sfollati possano diventare “invisibili” come è successo agli sgomberati del 2024 e 2025. All’emergenza bradisismo, si accosta quella abitativa con centinaia di persone senza casa e affitti alle stelle.
“Tra loro – si legge nella nota di Pozzuoli esiste ancora – ci sono minori e soggetti fragili, la cui presenza diventa in questi giorni un inaccettabile discrimine per trovare un alloggio in affitto, per l’infame speculazione in corso nei Comuni limitrofi con fitti anche raddoppiati”.
Nonostante siano stati dati i primi contributi: “Il CAS, pensato da 2 anni come unico e isolato strumento, non è la soluzione. Non garantisce un tetto a chi è senza casa. In un mercato immobiliare senza regole, non funziona. Per risolvere questa urgenza è necessaria una pluralità di strumenti, per dare una quotidianità alle persone ed evitare la dispersione della nostra comunità”.
Le proposte
Ecco le proposte di “Pozzuoli esiste ancora” per aiutare gli sfollati: legare il CAS al canone concordato; allestire entro i confini amministrativi di Pozzuoli aree con dignitosi alloggi temporanei, già previsti dai piani di emergenza bradisismica in vigore; cambiare la convenzione tra Regione e Federalberghi per individuare posti letto più vicini ai Campi Flegrei e destinare ai nuclei di sgomberati con disabili e minori parte degli alloggi di proprietà pubblica disponibili.
Gli emendamenti al decreto
“Pozzuoli resiste ancora”, dal post terremoto a oggi, ha dato il via a diverse manifestazioni popolari, una in particolare per presentare degli emendamenti al decreto Campi Flegrei. “Dopo l’assemblea del 12 agosto abbiamo raccolto contributi e rivendicazioni che saranno presentati come emendamenti da portare alla cabina di regia in Prefettura alla presenza del Governo”.
Tra le modifiche principali: estensione dei contributi, copertura al 100% dei costi, snellimento delle procedure, soluzione per le “piccole difformità”, controlli a tappeto, aiuti alle attività economiche, alle persone e ai lavoratori, risposte agli sfollati, trasparenza sull’operato del Commissario straordinario.
L’appello
Il movimento lancia un appello a tutti cittadini, comitati e movimenti: “evitiamo di diventare strumento di qualsiasi fazione politica o istituzionale. La discussione sulla dichiarazione di stato di emergenza, se si ferma a uno slogan, è perdente. Prima vanno stabiliti i contenuti, poi l’eventuale contenitore.
E’ comprensibile che ognuno, dopo l’inerzia e le scelte sbagliate delle Istituzioni, immagini questo strumento secondo le sue speranze o aspettative (aiuti, rientro a casa, rifugio in un luogo sicuro), ma non c’è nessun automatismo e affidare una delega in bianco a qualcuno, senza aver prima definito quali sono i suoi poteri discrezionali e per quali obiettivi, è un rischio ulteriore per una città che ha già conosciuto i danni delle azioni dei commissari straordinari. Hanno sempre deciso secondo interessi e finalità al di sopra del territorio.
Di sicuro noi non ci aggiungeremo a chi lo invoca per anticipare la campagna elettorale. Se Governo e Regione vogliono discutere di stato di emergenza, dimostrino alla luce del sole che ciò è per il bene dei Campi Flegrei. Se l’apertura al confronto sul decreto legge 144/2026 è sincera, si cambi subito questo atto per renderlo già una “legge speciale”.
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