Campi Flegrei, il vulcanologo Mastrolorenzo: “Il rischio è stato sottovalutato, il bradisismo non si è mai fermato”

Le forti scosse che hanno interessato i Campi Flegrei riaccendono il dibattito sulla gestione dell’emergenza e sulla valutazione del rischio nell’area vulcanica. A intervenire è il vulcanologo Giuseppe Mastrolorenzo, che torna a ribadire una posizione sostenuta da tempo: il fenomeno del bradisismo non si è mai arrestato e la recente attività sismica rappresenta, a suo giudizio, la conferma di quanto aveva previsto.
“Il bradisismo non era rientrato”
Secondo Mastrolorenzo, quanto accaduto negli ultimi giorni è la conseguenza di una sottovalutazione del rischio. “Ho sempre sostenuto che il bradisismo non fosse affatto rientrato e che fosse necessario attendersi anche terremoti di intensità superiore rispetto a quelli già registrati“.
Il professore evidenzia come il fenomeno sia tuttora in evoluzione e richiama alcuni degli indicatori che, secondo lui, confermano il perdurare della crisi. “Il suolo continua a sollevarsi con un ritmo di circa un centimetro al mese e si registra anche un significativo incremento del flusso di gas. Sono elementi che dimostrano come la crisi sia ancora in corso“.
Mastrolorenzo sottolinea inoltre che la diminuzione del numero delle scosse registrata nei mesi scorsi non poteva essere interpretata come un segnale di ritorno alla normalità. “Molti hanno pensato che il calo della frequenza dei terremoti significasse un’attenuazione del fenomeno. In realtà è cambiata soltanto la distribuzione della sismicità, non il livello del rischio“.
Le critiche alla gestione dell’emergenza
Il vulcanologo torna poi a esprimere le proprie perplessità sulla gestione dell’emergenza nei Campi Flegrei, ricordando di aver già contestato in passato gli strumenti di pianificazione adottati. “Avevo già criticato il piano di emergenza predisposto nel 2023 per l’area più esposta. Sarebbe stato opportuno dichiarare lo stato di emergenza, pur consapevoli delle possibili ripercussioni sull’economia e sul turismo”.
Secondo Mastrolorenzo, una comunicazione più chiara e decisioni tempestive avrebbero consentito di ridurre l’esposizione della popolazione al rischio.”Un temporaneo allontanamento dei residenti dalle aree più vulnerabili avrebbe potuto limitare il pericolo per le persone. Il terremoto ha provocato venti feriti e il bilancio avrebbe potuto essere ancora più grave“.
“Non possiamo sapere come evolverà la crisi”
Guardando alla situazione attuale, il professore invita alla prudenza, spiegando che la scienza non è ancora in grado di prevedere con certezza l’evoluzione del fenomeno. “Allo stato attuale delle conoscenze non è possibile stabilire in quale fase evolutiva si trovi il sistema dei Campi Flegrei. Non si può escludere né la possibilità di eventi ancora più critici né quella di una fase stazionaria caratterizzata da nuove scosse sismiche“.
Infine, Mastrolorenzo ricorda il meccanismo alla base dei terremoti che interessano l’area flegrea. “I terremoti rappresentano il rilascio dello stress accumulato nella crosta terrestre, sottoposta alla pressione esercitata dal sistema idrotermale alimentato dai gas“.
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