Bradisismo, la direttrice dell’Osservatorio Vesuviano: “Possibile una magnitudo momento 5.1 con l’attivazione contemporanea di più faglie”

Anche Lucia Pappalardo, direttrice dell’Osservatorio Vesuviano, è intervenuta nel corso del Consiglio comunale monotematico dedicato al bradisismo a Pozzuoli, illustrando i principali fenomeni che stanno interessando i Campi Flegrei e il quadro scientifico successivo al terremoto del 31 luglio.
“Il sollevamento è sempre di 10 millimetri al mese, il degassamento è di 1000 tonnellate al giorno. Sono comunque gli stessi valori che misuravamo prima del terremoto del 31 luglio“, ha spiegato Pappalardo. La direttrice ha sottolineato come il fenomeno non possa essere letto esclusivamente attraverso il numero e l’intensità dei terremoti. “Non c’è solo la sismicità, ma anche il degassamento, che ha creato molti problemi. La CO2 si accumula negli ambienti chiusi e può essere pericolosa“.
“La popolazione sta subendo l’impatto di tutti questi fenomeni”
Pappalardo ha richiamato l’attenzione sull’insieme dei fenomeni legati al bradisismo, dal sollevamento del suolo alla sismicità, passando per il degassamento. “C’è il sollevamento del suolo che sta creando problemi al porto, c’è la sismicità che ha creato tanti danni. Quindi c’è una popolazione che sta subendo l’impatto di tutti questi fenomeni“, ha dichiarato la direttrice dell’Osservatorio Vesuviano.
Un quadro complesso, dunque, nel quale i diversi effetti del fenomeno bradisismico si sommano e producono conseguenze concrete sul territorio e sulla vita quotidiana della popolazione.
Lo studio sulle faglie e lo scenario di magnitudo 5.1
Particolarmente significativo il passaggio dedicato alla possibilità che più faglie possano attivarsi contemporaneamente. Pappalardo ha ricordato uno studio che, considerando le faglie presenti nella caldera flegrea già mappate, aveva ipotizzato la possibilità di un evento con magnitudo momento 4.4, corrispondente a una magnitudo durata di 4.7, proprio come il terremoto del 31 luglio.
“Lo stesso studio ha ipotizzato che, qualora dovessero attivarsi più faglie insieme, in una sequenza di faglie, si potrebbe arrivare a una magnitudo momento 5.1“, ha spiegato Pappalardo. Un riferimento che riporta al centro del dibattito la necessità di continuare a monitorare costantemente l’evoluzione del fenomeno e di preparare il territorio a diversi possibili scenari, considerando non soltanto la sismicità ma anche gli effetti del sollevamento e del degassamento.
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