Campi Flegrei, la proposta degli architetti: “vaccinare” le case prima del terremoto

Una nuova proposta di “vaccinazione edilizia diffusa” fabbricato per fabbricato, affiancata anche alla sperimentazione delle nuove ipotesi scientifiche sulla mitigazione del bradisismo nei Campi Flegrei. E’ quanto suggerisce l’Ordine degli architetti di Napoli e provincia, a seguito della scossa del 31 luglio scorso.
L’obiettivo della proposta è passare a una prevenzione programmata attraverso un piano che unisca ricerca scientifica e messa in sicurezza dell’intero patrimonio edilizio, con un’azione congiunta di Governo, Regione Campania, Comuni dell’area flegrea, Protezione civile, Ingv, università, centri di ricerca e professionisti.
La proposta
Gli architetti napoletani chiedono alle istituzioni di rafforzare la ricerca e il monitoraggio del territorio, approfondendo anche le nuove ipotesi che collegano il sollevamento del suolo e parte della sismicità all’aumento della pressione dei fluidi nel sistema geotermico.
Secondo gli esperti, è necessaria una ricognizione sistematica del patrimonio costruito ed ogni fabbricato dovrebbe essere dotato di un fascicolo contenente caratteristiche costruttive, trasformazioni, criticità e interventi necessari così da poter individuare preventivamente le vulnerabilità, programmare riparazioni, miglioramenti e adeguamenti sismici.
È la “vaccinazione edilizia diffusa” proposta dagli architetti: non aspettare che gli immobili subiscano danni, ma individuare preventivamente. L’obiettivo, sottolineano, è “coniugare sicurezza, tutela dell’identità dei luoghi e qualità dell’abitare, costruendo una strategia di prevenzione fondata sulla conoscenza e calibrata sulle caratteristiche del patrimonio edilizio flegreo”.
Legge speciale
Per l’attuazione del programma, l’Ordine degli architetti chiede una legge speciale per i Campi Flegrei, finanziamenti pluriennali e una cabina di regia permanente. “Pozzuoli non può essere lasciata sola – si legge nella proposta dell’Ordine – non possiamo permettere che la paura produca spopolamento, abbandono degli edifici, chiusura delle attività e perdita di uno dei territori di maggiore valore storico, culturale e paesaggistico del Paese”.
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