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15/07/2026

POZZUOLI| Co2 nella galleria della Metro, Luongo: “Accumulo di gas o nuova emissione? Serve chiarezza”

By redazione

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L’Ingv, in un comunicato, chiarisce i dati diffusi sulla Co2 rilevata nella galleria flegrea della Metro Linea 2, che ne ha comportato la chiusura. Il professore e vulcanologo Giuseppe Luongo risponde all’Ingv, ed esamina quanto affermato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. 

“L’Ingv, si legge nel comunicato, ha il compito di monitorare i fenomeni geofisici e geochimici connessi al bradisismo e di fornire le relative valutazioni scientifiche agli enti competenti. Non rientrano invece nelle competenze dell’Istituto il monitoraggio della sicurezza delle infrastrutture ferroviarie, la progettazione degli interventi di mitigazione né le decisioni sulla sospensione o riattivazione del servizio ferroviario, che spettano esclusivamente al gestore dell’infrastruttura e alle autorità competenti. La durata degli interventi tecnici programmati dal gestore non modifica né mette in discussione le evidenze scientifiche relative alla presenza di concentrazioni anomale di Co2 rilevate nella galleria”.

Così replica il vulcanologo Luongo: “La presenza di concentrazioni anomale di CO2 in una galleria che attraversa l’area epicentrale del bradisismo interessa l’INGV per la valutazione del loro significato nel monitoraggio dell’evoluzione del fenomeno? La risposta dovrebbe essere positiva e, in tal caso, sarebbe necessario verificare se si tratti di un accumulo o piuttosto l’attivazione di una nuova emissione. Questo è il dato richiesto da chi vive nell’area pericolosa”.

La replica

All’affermazione dell’Ingv sulla durata di una chiusura ferroviaria che “non è un dato scientifico e non può essere utilizzata per stabilire se la CO₂ sia o meno rilevante nel fenomeno osservato. Una deduzione di questo tipo non ha fondamento tecnico-scientifico”, controbatte Luongo: “Non si comprende in questo caso di assenza di un fondamento tecnico-scientifico del fenomeno analizzato perché l’INGV sia intervenuto alle riunioni su questo problema e poi abbia operato con suoi tecnici all’interno della Galleria? Esistono o non esistono condizioni da verificare per la sicurezza del territorio, compito affidato all’OV-INGV?”.

“L’INGV – scrive nel comunicato – prosegue il proprio impegno nel monitoraggio dei Campi Flegrei e nella risposta tempestiva allo studio di fenomenologie anomale, come avvenuto nei casi dell’Istituto Petronio e della galleria ferroviaria RFI. In tali contesti, l’INGV mette a disposizione le proprie competenze scientifiche e tecniche per contribuire alla caratterizzazione dei fenomeni, alla definizione del quadro conoscitivo e al supporto degli enti competenti nelle valutazioni necessarie agli eventuali interventi di mitigazione”. 

“Caratterizzazione di fenomeni come quello della galleria ferroviaria RFI che lo stesso INGV – dice Luongo – ha definito privo di fondamento tecnico-scientifico? Forse la vicenda è più complessa per gli effetti sulla mobilità e i timori della comunità e le responsabilità delle autorità del governo del territorio, compresa la Protezione Civile. Questa condizione crea scompiglio e tensioni”.

Conclude il comunicato: “L’obiettivo dell’Osservatorio Vesuviano dell’INGV è fornire dati verificati, aggiornati e scientificamente fondati, evitando semplificazioni che possano generare confusione nella popolazione”, ma “questi sono i dati richiesti dalla comunità e non altro se non una maggiore attenzione verso la comunità sottoposta agli effetti di un fenomeno che spesso produce angoscia anche per la mancanza di notizie tempestive dagli organi competenti”.

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