Case, aiuti e sicurezza: domani “Pozzuoli esiste ancora” porta in Prefettura le richieste dei cittadini

Domani mattina la delegazione di “Pozzuoli esiste ancora” consegnerà in Prefettura un documento con richieste e proposte di emendamento al decreto legge 7 agosto 2026, n. 144, sul bradisismo. Nel pomeriggio, alle 18, l’assemblea pubblica ai Giardini di Corso Terracciano.
Dalla sicurezza degli edifici agli aiuti alle famiglie
Il documento nasce dalle mobilitazioni iniziate il 3 agosto e dal confronto con i cittadini, in particolare dall’assemblea pubblica del 12 agosto. La rete chiede di modificare un provvedimento ritenuto insufficiente di fronte agli effetti degli eventi sismici del 31 luglio e del 1° agosto.
Tra le principali richieste, l’estensione dei contributi anche agli immobili con inagibilità relativa e sgomberi parziali, la copertura al 100% delle spese per l’adeguamento della vulnerabilità sismica e un’accelerazione dei tempi per la presentazione delle domande e l’esecuzione degli interventi.
Chiesto anche un piano pubblico di controllo della vulnerabilità degli edifici a medio e alto rischio, oltre a una norma sulle cosiddette “piccole difformità”, affinché irregolarità non incidenti sulla sicurezza strutturale non impediscano l’accesso ai contributi. La rete contesta inoltre la “data tagliola” dell’8 agosto per CAS e contributi, chiedendo di estendere il termine per le richieste di verifica dell’agibilità.
Emergenza abitativa e sostegni a cittadini e imprese
Ampio spazio viene dedicato alle conseguenze economiche e sociali del terremoto. Il documento propone la sospensione dei mutui sugli immobili inagibili, dei contratti di locazione e di alcune scadenze fiscali, oltre all’azzeramento o sospensione di oneri e utenze per gli immobili sgomberati.
Per imprese, professionisti e lavoratori vengono chiesti ristori per le perdite subite, sospensioni contributive e misure di sostegno al reddito. Tra le proposte anche permessi aggiuntivi per i lavoratori in occasione di eventi sismici significativi e un bonus per l’assistenza psicologica alle famiglie.
Sul fronte abitativo, la rete chiede un’anagrafe pubblica degli immobili sfitti, il controllo dei canoni di locazione, corsie preferenziali nell’utilizzo degli alloggi pubblici e maggiori posti nelle strutture ricettive per le famiglie sgomberate. Viene inoltre proposta l’individuazione di aree per eventuali moduli abitativi temporanei all’interno dei Campi Flegrei.
Infine, si propone una procedura semplificata per le riparazioni lievi, con tecnici e imprese qualificati, controlli successivi della pubblica amministrazione e meccanismi che evitino alle famiglie di anticipare le spese.
La delegazione sottolinea che le proposte richiederanno nuove risorse e adeguate coperture finanziarie. Al centro resta la richiesta di passare dalla semplice “riqualificazione” all’adeguamento sismico degli edifici, insieme a un programma più ampio di messa in sicurezza del territorio.
Nel pomeriggio, alle 18, la rete incontrerà nuovamente i cittadini ai Giardini di Corso Terracciano per illustrare il documento, confrontarsi sulle richieste e discutere i prossimi passi della mobilitazione.
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