POZZUOLI| Bradisismo, la proposta di cinque movimenti: “Ridurre la vulnerabilità, delocalizzazione solo come ultima soluzione”

Conoscere prima di intervenire, mettere la sicurezza al centro e lasciare ai cittadini la libertà di scegliere. È questa, in sintesi, la proposta per il futuro di Pozzuoli lanciata attraverso un volantino congiunto da cinque realtà cittadine: Europa Pozzuoli, Insieme, Pozzuoli Decide, Spazio Flegreo e Civica in Movimento Pozzuoli.
Il messaggio scelto è netto: “Il tempo è adesso. Pozzuoli merita molto di più“. Al centro del confronto c’è una visione alternativa rispetto a quella che, secondo i promotori, punta ad “alleggerire Pozzuoli dalle persone“. La proposta avanzata è invece quella di “alleggerire Pozzuoli dalla vulnerabilità“, intervenendo sugli edifici e sulle criticità del territorio prima di arrivare alla delocalizzazione.
“Conoscere tutto per rendere la città più sicura”
Il primo punto indicato nel documento è la necessità di una conoscenza approfondita della città: edifici, terreni, vulnerabilità, esposizione e viabilità dovranno essere al centro di una mappatura completa. “La scienza ci dice il rischio, la tecnica le soluzioni possibili“, si legge nel volantino. Da qui l’idea di intervenire partendo dai dati e dalle reali condizioni del territorio, con l’obiettivo di ridurre le vulnerabilità e aumentare la sicurezza della popolazione.
Trasformare e rigenerare prima di delocalizzare
Uno dei passaggi centrali della proposta riguarda il futuro del patrimonio edilizio. I cinque movimenti chiedono di trasformare e rigenerare prima di arrivare alla delocalizzazione, puntando, dove possibile, su interventi di demolizione e ricostruzione. L’obiettivo indicato è quello di intervenire mantenendo, quando possibile, identità e volumi degli edifici, ma utilizzando tecnologie moderne e garantendo maggiori livelli di sicurezza. Nel documento viene inoltre sottolineata la necessità di introdurre nuovi standard costruttivi, pensati non solo per le strutture ma per l’intero edificio, riducendo gli ostacoli burocratici alla trasformazione.
Meno vincoli, più sicurezza e procedure certe
La proposta chiede anche di superare quelli che vengono definiti “vincoli inutili alla trasformazione“, favorendo interventi che possano rendere gli immobili più sicuri. Un altro capitolo riguarda il sostegno alle famiglie: vengono richiesti risorse, tempi certi e procedure chiare, con il principio che la diagnosi della vulnerabilità e delle criticità debba essere seguita da interventi concreti. “Alla diagnosi deve seguire la cura“, è uno dei concetti evidenziati nel volantino.
Un grande programma economico e la delocalizzazione come ultima scelta
Per sostenere gli interventi necessari, le cinque realtà chiedono un grande programma economico, fondato su contributi pubblici e finanziamenti agevolati fino alla demolizione e alla ricostruzione. Il messaggio è chiaro anche sul ruolo delle istituzioni: il denaro pubblico, secondo la proposta, “deve produrre sicurezza, non speculazione“.
Quanto alla delocalizzazione, il documento fissa una posizione precisa: dovrà essere considerata “l’ultima soluzione“, da adottare solo nei casi in cui scienza e tecnica dimostrino che non esistono alternative ragionevoli. In ogni caso, viene chiesta una garanzia piena per le persone interessate.
“Sicurezza, prevenzione e libertà di scegliere”
Il confronto sul futuro di Pozzuoli passa dunque, secondo i promotori, da un principio fondamentale: mettere le persone nelle condizioni di scegliere. “Sicurezza, prevenzione e libertà come valori non negoziabili” è il messaggio conclusivo della proposta, che punta a spostare il dibattito dalla riduzione della popolazione alla riduzione della vulnerabilità della città. Una linea che i cinque movimenti sintetizzano in un appello diretto alla città: “Il tempo è adesso“.
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