POZZUOLI | Edifici a rischio in via Roma dopo il terremoto: il sindaco dà 10 giorni per metterli in sicurezza

Dieci giorni per mettere in sicurezza gli edifici all’incrocio tra via Roma e via Serapide. È questo il termine imposto dal Comune di Pozzuoli ai proprietari degli immobili interessati dall’aggravamento delle lesioni registrato dopo gli eventi sismici delle ultime settimane.
A stabilirlo è l’ordinanza sindacale n. 567 del 21 agosto 2026, firmata dal sindaco nella sua qualità di autorità comunale di Protezione Civile, Sanitaria e di Sicurezza Pubblica. Il provvedimento dispone interventi urgenti per eliminare le condizioni di pericolo e tutelare la pubblica e privata incolumità.
La vicenda interessa gli edifici di via Roma il fabbricato di via Serapide, già interessati da precedenti provvedimenti di interdizione e sgombero.
Le lesioni dopo il terremoto
Alla base dell’ordinanza c’è il sopralluogo effettuato dai Vigili del Fuoco il 5 agosto, dopo lo sciame sismico iniziato il 31 luglio e culminato con il terremoto di magnitudo 4.7.
Dalla documentazione acquisita dal Comune emerge che gli edifici erano già interessati da opere di contenimento e puntellamenti. Il sopralluogo ha però evidenziato un ulteriore aggravamento delle lesioni, con un conseguente incremento delle condizioni di rischio.
Per questo, già il 12 agosto, era stata adottata un’ordinanza con la quale venivano disposte l’interdizione e lo sgombero degli immobili interessati. Ora il Comune passa alla fase successiva: eliminare le condizioni di pericolo attraverso interventi urgenti di messa in sicurezza.
Dieci giorni per eliminare il pericolo
L’ordinanza impone ai proprietari di procedere agli interventi entro dieci giorni dalla notifica del provvedimento. Si tratta, in questa fase, di opere di carattere provvisorio finalizzate a mettere in sicurezza gli edifici e a rimuovere le situazioni di pericolo. I lavori dovranno essere eseguiti sotto la responsabilità e la direzione di un tecnico abilitato, che dovrà assumere formalmente l’incarico.
Al termine degli interventi dovrà essere trasmessa al Comune la certificazione di eliminato pericolo, corredata dalla documentazione fotografica che dimostri l’esecuzione delle opere prescritte. Un passaggio fondamentale per consentire agli uffici comunali di verificare l’avvenuta messa in sicurezza e valutare, successivamente, l’eventuale superamento delle condizioni che hanno determinato le interdizioni.
Se i proprietari non intervengono, lavori a loro carico
L’ordinanza prevede anche il caso in cui i proprietari non rispettino il termine stabilito. In assenza degli interventi richiesti, il Comune potrà infatti procedere d’ufficio alla realizzazione delle opere necessarie, recuperando successivamente le somme sostenute nei confronti dei proprietari degli immobili.
Una possibilità che evidenzia l’urgenza attribuita dall’amministrazione alla situazione, soprattutto considerando la posizione degli edifici e le conseguenze che le limitazioni stanno producendo sulla viabilità cittadina.
Via Roma e il problema dei mezzi pesanti
La vicenda degli edifici di via Roma e via Serapide non riguarda, dunque, soltanto la sicurezza. Le limitazioni alla circolazione hanno infatti ripercussioni anche sul collegamento con il porto di Pozzuoli, uno snodo fondamentale per i collegamenti con le isole di Ischia e Procida.
In particolare, i mezzi con massa superiore alle 3,5 tonnellate non possono attualmente raggiungere il porto di Pozzuoli per imbarcarsi. Per garantire comunque il collegamento, gli imbarchi di questi mezzi sono stati spostati a Napoli. Una soluzione che consente di mantenere operativo il trasporto verso le isole, ma che comporta inevitabilmente percorsi più lunghi e disagi per gli operatori e per il traffico merci.
La messa in sicurezza degli edifici diventa quindi un passaggio importante anche sotto il profilo della viabilità. Il superamento delle condizioni di pericolo potrebbe infatti consentire di rivedere le attuali limitazioni e riportare progressivamente a Pozzuoli anche il transito e l’imbarco dei mezzi pesanti.
Ora la corsa contro il tempo
Il termine fissato dal sindaco è chiaro: dieci giorni dalla notifica dell’ordinanza. Ora l’attenzione è concentrata sui proprietari degli immobili e sulla rapidità con cui verranno eseguiti gli interventi. Solo dopo la loro conclusione e la certificazione dell’eliminazione del pericolo sarà possibile valutare il ritorno a condizioni di maggiore sicurezza e l’eventuale modifica delle attuali restrizioni alla circolazione.
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